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L'AVVERSARIO - Al Tardini arriva il Villafranca, il Chievo della D: tra giovani e riscatto

Dopo la vittoria di misura sull'Arzignano, il Parma trova sul suo cammino un'altra veneta: il Villafranca Veronese che ha una storia simile, per certi versi, a quella della neonata squadra di Scala...

"Per certi versi abbiamo una storia simile a quella del Parma: tre anni fa, nell'agosto del 2012, ci trovavamo in serie D, ma avevamo un sacco di problemi finanziari. Non riuscivamo a gestire quanto avevamo messo su, eravamo in difficoltà persino nell'organizzazione delle trasferte. Avevamo una squadra da Promozione, sia come organico che come logistica, e in più sulle spalle avevamo un fardello pesante ereditato dalla vecchia gestione: un'autentica batosta ci è arrivata dall'Agenzia delle entrate. Praticamente eravamo nel baratro, in mezzo a una strada dopo che il presidente Cordioli era stato lasciato "a piedi" dal vice presidente Gianni Recchi. Aveva deciso di mollare e la squadra veniva a trovarsi senza una guida. Ci siamo parlati con il presidente, io ero il responsabile del settore giovanile del Villafranca, abbiamo trovato un accordo e abbiamo messo in piedi una società che oggi si regge in piedi da sola, pronta economicamente ad affrontare la categoria". Mauro Cannoletta è una specie di fac totum. Fa il Direttore Sportivo ma non di mestiere, all'occorrenza fa anche l'ufficio stampa e pure il team manager, "Se devo pagare qualcuno che fa da tramite con i giornalisti beh, mi improvviso un attimo. Anima e cuore del Chievo della serie D: "Eh si, siamo costretti a barcamenarci tra mille difficoltà, in sei anni abbiamo fatto quattro D e due Eccellenze, ma puntiamo a rimanere in categoria anche quest'anno, attraverso i nostri giovani. Su 24 calciatori, 8 sono del nostro vivaio. Questa è la strategia per andare avanti, crescere dei giovani e puntare su di essi".

Cannoletta, avrebbe mai pensato di arrivare a sfidare il Parma al Tardini?

"Mai! Al Tardini c'erp stato una quindicina di anni fa a seguire Parma-Lecce. Io sono di Lecce e tifo Lecce, aveva segnato Lucarelli, Cristiano, alla fine. 1-1 era finita".

Beh, ora ci ritorna da Ds...

"C'è tanta curiosità di giocare in uno stadio del genere. Per tanti ragazzi sarà uno stimolo a fare bene, non penso che giocheranno in futuro in uno stadio così. Non deve essere visto, però, come una paura, ma ci deve portare a fare bene. Arriveremo da Monticelli, andremo a mangiare li..."

La prima è andata male...

"E' andato tutto storto, già dal sabato abbiamo perso subito due giocatori in rifinitura, Focchesato e Hanine Yonese, un difensore centrale e un attaccante, il più forte. Si è fratturato la mano, ha giocato un tempo ma abbiamo dovuto sostituirlo perché aveva dolore. Anche Scarpa, il nostro centravanti, è stato costretto a lasciare il campo, abbiamo un attacco corto per questione di budget e ci siamo trovati a sfidare una bella squadra senza i nostri più rappresentativi. Poi abbiamo commesso due errori, un rigore e un retropassaggio hanno spianato la strada agli avversari. Senza aggiungere un arbitro che sul 2-1 per loro concede un altro rigore, inesistente stavolta. Il 3-1 ci ha tagliato le gambe..."

Una partita bugiarda?

"Non siamo quelli  visti  domenica, abbiamo tre quattro giocatori rappresentativi, più molti giovani del vivaio, cerchiamo di salvarci. Siamo in D da due anni. La nostra politica è lavorare con il settore giovanile, su 24 giocatori ne abbiamo 8 del vivaio, anche per un discorso di costi, sia chiaro. Con un budget di100 mila euro, non possiamo fare di più".

Chi sono i vostri assi?

"Abbiamo un giocatore che viene dalla Primavera del Chievo, Posarelli, classe '96 difensore centrale. Iorio, difensore centrale ex Grosseto, ha giocato in B e C; Manuel Spinale, ex capitano storico del Mantova, una mezzala. Poi c'è Hanine, una punta rapida e brava nello stretto, ma ha la mano fratturata, è il nostro giocatore più forte, è stato a Crotone e Ascoli. Però il calcio della serie D è un altro mondo. Io lo so che posso retrocedere puntando sui giovani, ma tra due tre anni abbiamo giocatori pronti per fare la categoria, o giocarcela in Eccellenza. Non possiamo permetterci esborsi esagerati".

Che tipo di partita avete preparato? 

"Dobbiamo bad are prestazione dopo la disfatta con il Forlì. Ho chiesto alla squadra prima di tutto la prestazione. Dobbiamo conoscere le caratteristiche delle squadre avversarie, conoscere il quadro tattico, come si muovono e dove possono fare male. Poi dobbiamo preoccuparci di noi stessi. Conosciamo il valore di tante squadre, superiore al nostro, ma dobbiamo entrare in campo con la cattiveria giusta. Mister Frutti sa cosa serve. 

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