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Emanuele Calaiò - foto Ansa

Emanuele Calaiò - foto Ansa

Parma, la richiesta della Procura: 2 punti e sanzione

Per Calaiò il Tribunale chiede quattro anni e ammenda di 50.000 euro. E in caso di sanzione da scontare nella prossima stagione -6

La Procura Federale ha inoltrato una richiesta di penalizzazione di 2 punti con ammenda nella stagione 2017/2018, fatto che comporterebbe la retrocessione in Serie B. In alternativa, se dovesse comminare la pena nel 2018/2019 la Procura ha avanzato una richiesta di -6. In quel caso il Parma sarebbe in A ma sarebbe comunque una sconfitta pesante. Mentre per il giocatore quattro anni di squalifica e un'ammenda di 50.000 euro. 

Intanto l'avvocato Paolo Rodella, legale di Emanuele Calaiò: "Se quello è un illecito sportivo possiamo smettere tutti, chiudiamo il calcio e andiamo al mare, perchè allora tutte le partite sono illecite". Il legale intanto sottolinea la differenza tra le inchieste passate, in cui sono comparse armi, valigette piene di soldi e altro e quella che attualmente vede coinvolto il suo assistito per dei messaggi dal tono palesemente scherzoso. "Nel caso Izzo si parlava di criminalità organizzata - spiega Rodella - di indagini della DIA, ci sono stati arresti, si è parlato di due cene conviviali da parte degli organizzatori di questa presunta combine alla quale Izzo avrebbe partecipato. È stato prosciolto. E la Procura Federale non ha impugnato la sentenza di proscioglimento. Allora questo è un po' l'indignazione mia rispetto a questa storia. Prima non impugna quella sentenza, e poi viene a deferire Calaiò. Avrebbe dovuto chiedere scusa a Calaiò per queste accuse infamanti. Richiedo il proscioglimento assoluto, o in ultima sede derubricazione ad articolo 1".

Intanto Emanuele Calaiò, per il quale la Procura Federale ha chiesto quattro anni e ammenda: "Volevo sottolineare alcuni aspetti sulla mia persona. Non nego che ho passato un'estate infernale, orribile. È la prima volta in cui mi trovo dentro a queste mura. Non sono mai stato coinvolto in cose come queste e non mi aspettavo di finirci. Sono messaggi innocui, scherzosi, senza secondo fine, e non  ho mai pensato minimanente di alleggerire l'impegno degli avversari. Ho passato due mesi orribili,  sui giornali, come se fossi un criminale, a giustificarmi con i miei figli, con i loro compagni che gli mandano messaggi. È stato bruttissimo, non lo auguro a nessuno. Detto questo, ho 36 anni, sono a due anni dalla fiine della mia carriera. Ho fatto vent'anni di calcio, ho girato grandissime piazze, Napoli, Genoa, Siena, Catania, Spezia, Parma, e in tutte le piazze ho lasciato il segno. Non solo a livello tecnico, ma anche fuori dal campo. Ho giocato in piazze  che sono state coinvolte in cose più gravi, e non sono mai stato toccato, sono uscito pulito e mai minimamente menzionato. Sono una persona corretta, pulita, i sette campionati vinti li ho vinti sul campo, e tutti i miei coompagni ed ex compagni sanno che tipo di persona sono, e mi dispiace che non ci sia lo Spezia qui oggi. De Col, Terzi, mi sono lasciato in buonissiimi rapporti, e speravo che loro ci fossero perchè avrebbero confermato. Vorrei finire la mia carriera - spiega Calaiò - come l'ho iniziata, dando tutto me stesso dentro e fuori dal campo, e non macchiata da queste situazioni che non mi appartengono. Faccio fatica anche a parlare, sono amareggiato, non pensavo di arrivare a questo punto perchè non ho fatto niente di grave, sono cose che non appartengono alla mia persona"

LA MATTINATA

- Roma è lontanissima, dista da Prato allo Stelvio (base operativa del ritiro del Parma) 715 chilometri. Ma nel giorno della verità qualcuno la sente terribilmente vicina. Alle 11, nella sede della Federazione, si aprirà il processo che vede coinvolto il Parma, deferito per responsabilità oggettiva a causa del comportamento di un suo tesserato, Emanuele Calaiò per la notissima vicenda degli sms. Una vicenda che sta avendo un'eco insostenibile, che sta facendo rumore e sta macchiando una storica cavalcata che nessuno ha mai avuto il merito di annoverare in un palmares. L'unica squadra che in tre anni è risalita dagli inferi della Serie D fino ai piani alti del calcio italiano, il Parma, sta in queste ore tenendo il fiato sospeso in attesa della sentenza (che non arriverà entro breve. Il verdetto dorvà essere accompagnato dalle motivazioni necessarie alle parti per ricorrere in appello).

La Procura Federale, come è noto, ha chiesto il massimo della sanzione: una pena afflittiva che potrebbe rispedire il Parma in Serie B a causa di un tentato illecito che Calaiò avrebbe cercato di architettare con i famosi sms, divenuti più noti delle gesta dell'attaccante palermitano. Che sta vivendo il periodo più brutto della sua carriera: un'estate piena di ansia, con la testa sempre fissa a questa data che finalmente (o purtroppo) è arrivata e nella quale si deciderà molto del futuro prossimo del Parma. Calaiò che prima di partire per Roma ha ricevuto qualche segnale di incoraggiamento dai suoi compagni che - per la verità - gli sono stati sempre vicini in questo periodaccio. Accompagnato dal suo avvocato Paolo Rodella e dal legale rappresentante della società Eduardo Chiacchio, l'arciere sarà nell'aula a discutere la sua tesi difensiva sostenendo l'ilarità palese di quei messaggi. Un normalissimo scambio di sms tra due amici che rischia adesso di minare l'impresa e di infuocare l'estate torrida che il Parma e i tifosi erano pronti a vivere come la più bella. Ci sarà anche l’amministratore delegato del Parma Luca Carra in compagnia del consigliere di amministrazione Giacomo Malmesi. 

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