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Parma, verso l'Olimpico senza Palladino. Roma con Marquinos e Bradley

Il fantasista napoletano si ferma ancora per una lesione all'adduttore della coscia destra. Con Belfodil ai box, Donadoni potrebbe varare un 3-5-2 con uno tra Biabiany e Sansone a fare coppia con Amauri

Palladino in gol con l'Udinese - Tm News Infophoto

Una notizia che rischia di diventare "non notizia". Almeno per la frequenza con cui si ripete. Il leitmotif del Parma dura da un po' di anni. "Palladino si è fermato". Eppure sembrava aver messo da parte i problemi, si stava allenando bene e Donadoni era pronto a puntare su di lui, lui a far ricredere scettici e male lingue. E invece ennesimo problema muscolare, lesione all'adduttore della coscia destra. I suoi muscoli di cristallo lo hanno tormentato per tutta la carriere e non lo lasciano in pace certo ora. Anche a inizio stagione, in occasione della gara con la Fiorentina, Palladino era stato messo a dura prova sempre dai suoi adduttori che lo avevano abbandonato dopo soli 5' minuti dal suo ingresso in campo. Aveva appena rilevato Belfodil ma ha dovuto lasciare il posto a Ninis. Poi tante panchine e la paura di una ricaduta, che difatto c'è. Fragile non solo fisicamente, anche mentalmente, con il pericolo che si possa fare male. Nessun progresso nella forma fisica, mai ottimale, affaticato perennemente, anche se non gioca. La sua classe cristallina offuscata e ostacolata dai suoi muscoli di cristallo. Paradosso a tratti inspiegabile. Intanto Donadoni non lo avrà a disposizione per la trasferta capitolina. La coperta in attacco si accorcia sempre di più, dato che anche Belfodil sta osservando il suo programma differenziato. Disponibili solo Amauri, Sansone e Biabiany, che di fatto attaccante non è. Difficile che Donadoni li rischi nel tridente dal primo minuto, a meno che non sia Ninis il designato a ricoprire il ruolo di jolly ed essere schierato o dietro le punte, ipotesi difficile, o sulla linea dei tre, magari a partita in corso. Perciò Amauri e Sansone, in gran forma, sono designati a cominciare dal primo minuto con Biabiany che non sta attraversando un ottimo periodo di forma. Nel 3-5-2 non dovrebbe esserci spazio per il francese, che se la gioca con Rosi, anche lui non al massimo. Il ballottaggio è sulla destra, con la fascia sinistra che dovrebbe essere occupata da Gobbi e non da Mesbah, fermo anche lui nella seduta del venerdì, con il solito trio in mezzo a dirigere le fila di un gioco ritrovato, solo, nell'ultimo quarto d'ora della partita contro il Torino. In difesa Paletta al centro confermato, con Benalouane e Lucarelli. Ma anche qui, con gli uomini abbastanza contati, Donadoni potrebbe optare per una difesa a quattro con Rosi sulla destra e Gobbi sulla sinistra, con uno tra Lucarelli e Benalouane ad affiancare Paletta. A meno di recuperi clamorosi. Il dubbio legato alla disposizione tattica, 3-5-2- o 4-3-3, dovrebbe essere sciolto solo al mattino di domenica, quando il tecnico avrà il quadro completo della situazione.

LA ROMA STA BENE - Andreazzoli ha un quadro più completo, dall'altra parte. La Roma sta bene fisicamente e, nonostante lo stop esterno, 1-1 contro l'Udinese, sembra aver ritrovato qualche certezza nel pacchetto arretrato. Che ha acquistato più solidità grazie anche a un centrocampo più coperto e una fase offensiva meno "tirata", con Lamela e Florenzi che in fase di possesso agiscono dietro Totti, in fase di non possesso indietreggiano parecchio, sulla linea dei centrocampisti. Recuperati Bradley e Marquinos, la Roma può contare sulla vena ritrovata di Burdisso, affiancato nella difesa a tre da Piris e Castan. Osvaldo, con il suo muso lungo, pronto a entrare a gara in corso.

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