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A Collecchio Pizzarotti, Ferrari e Carra: ma è un Parma che non decolla

Alla ripresa dopo San Benedetto, i vertici societari hanno fatto visita alla squadra. Una visita di cortesia che serve anche per tirare su il morale dopo un pari che piace solo per come è maturato

Dal nostro inviato

COLLECCHIO - Il giorno dopo è bello a metà: il punto di San Benedetto serve al Parma per rimanere aggrappato al treno che porta direttamente in B, che ad oggi dista 'solo' quattro punti. I dodici dei crociati, al sesto posto, in coabitazione con il Bassano, non sono quelli sognati da società e squadra a inizio stagione, quando si partiva per cercare di vincere un campionato difficile ma comunque alla portata.

Il vero Parma non è quello visto fino ad ora. Tutt'altro. Se in estate si elogiava un mercato che aveva regalato tra gli altri Evacuo, Calaiò e Canini, dopo sette partite di campionato, due di coppa Italia e tre mesi di allenamenti, preparazione e conoscenza la squadra non è sembrata assemblatissima. L'infortunio di Mazzocchi ha frenato la partenza lanciata. E' stata una botta difficile da assorbire perché la società di fatto non è riuscita a metterci una pezza e la ferita resta aperta. Va detto anche che si tratta di un problema palesato a mercato terminato. Ma la verità è che un esterno del suo calibro Apolloni non lo ha in rosa. Per adesso sulla destra ci sta giocando Manuel Nocciolini, uno che si fa apprezzare, che è riuscito anche a segnare quattro gol. Uno generoso che resta però sempre una punta e che fatica a fare avanti e indietro. Troppo pieno di vincoli tattici per giocare spensierato e dare il meglio di sé nella sua zona.

COPERTA CORTA - "Mi piacerebbe giocare più vicino alla porta - dice in conferenza stampa - ma per ora va bene così. C'è molto da migliorare in fase difensiva, sia se giochiamo con il 4-4-2 che con il 3-5-2". La consapevolezza c'è, anche Apolloni lo sa, ma tante volte è costretto a fare con quello che ha a disposizione. Si ha l'impressione di una squadra che manca di elementi chiave per poter giocare in un certo modo. Se Gigi gioca con il 3-5-2 si trova comunque senza una mezz'ala di qualità, se fa il 4-3-3 è senza esterni, o costretto a mettere Calaiò fuori posizione e lontano dalla porta, mentre se gioca con il 4-4-2 non ha le ali. Insomma, la coperta è corta e così non si riesce a dare un'impronta definitiva alla squadra che ancora non ha un gioco e che non ha nemmeno una identità tattica precisa. Basta pensare alle quattro formazioni in sette partite.

VISITA GRADITA - E per formazioni si intende sistemi di gioco. Se si copre da una parte l'altra resta scoperta. E non sempre chi gioca meno dà quella mano che serve ad Apolloni per tentare di dare una sterzata quando sono chiamati in causa. Ricci ad esempio, giovane di belle speranze che rischia di rimanere tale. O Messina (nella partita contro il Venezia), o Baraye (a San Benedetto). La squadra, al Riviera delle Palme ha subito l'avvio shock della Samb, poi si è rimessa a posto e ha avuto anche le occasioni per vincere la partita. Ma a volte è sembrata molto pigra nell'andare a cambiare gioco e velocizzare la manovra. E mentre gli altri macinano punti, il Parma stenta. Dopo la ripresa degli allenamenti, Lucarelli e compagni hanno ricevuto la visita di Paolo Pizzarotti, uno dei sette soci di Nuovo Inizio,  Marco Ferrari, il Vicepresidente, e Luca Carra, una visita di cortesia per tirare su il morale di una squadra che per ora si accontenta ma che sa di dover migliorare tanto. 

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