Sedute individuali facoltative, docce a casa e ingressi a orari: la fase 2 del Parma

L'ordinanza della Regione Emilia Romagna permette al club di mettere a disposizione dei tesserati il centro sportivo di Collecchio per chi volesse riprendere l'attività fisica

“È consentito l’allenamento in forma individuale di atleti professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento in strutture a porte chiuse, anche per gli atleti di discipline sportive non individuali”.

L’ordinanza di Bonaccini è un assist per le squadre emiliane, perchè permette alle società di compiere un passo importante e nello stesso tempo apre uno spiraglio per un ritorno alla normalità, in attesa di un’eventuale ripresa del campionato. Il Parma vuole farsi trovare chiaramente pronto e comincia a studiare le possibili soluzioni, con l’obiettivo di dare la possibilità ai propri tesserati di svolgere attività in sicurezza sui campi del quartier generale crociato e non in giardino (per chi ce l’abbia) o nei parchi pubblici (alcuni dei quali restano chiusi in città). La questione resta sempre estremamente delicata, considerando che siamo in emergenza sanitaria e la data da guardare è quella del 18 maggio, per la quale è previsto un protocollo che la Figc sta studiando assieme al comitato tecnico-scientifico per mettere in sicurezza gli atleti che potranno tornare a lavorare – Corona Virus permettendo – in squadra da metà mese in avanti, come stabilito dal Governo.

Prima di questa data, però, grazie all’ordinanza regionale, il Centro Sportivo di Collecchio sarà a disposizione dei giocatori crociati su base, ed è importante sottolinearlo, volontaria. Fondamentale sarà un protocollo sanitario: non si tratta di quello in discussione tra Figc e Governo, relativo agli allenamenti di squadra, che se verrà trovato l’accordo sarà operativo dal 18 maggio (seguendo le date dettate appunto dal governo per la ripresa). Si tratta di un protocollo interno che servirà a garantire tutte le condizioni di sicurezza per chi utilizzerà facoltativamente il centro sportivo avendo la possibilità di svolgere attività fisica senza chiaramente la presenza di nessun elemento dello staff tecnico. 

Potrebbe esserci un accesso limitato per fasce orarie, con spogliatoi, palestra e uffici completamente chiusi e inutilizzabili anche per gli atleti, che eventualmente dovranno presentarsi in ‘tenuta da lavoro’ evitando quindi di cambiarsi al centro sportivo, sia prima che dopo la loro seduta facoltativa di attività. Saranno garantite ampie distanze tra atleti, con un numero massimo in contemporanea per ogni campo da gioco.

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