Serie A, si va verso la sospensione degli stipendi: ripresa il 20 maggio?

In caso di mancata ripresa invece c’è l’idea dei club di richiedere la cancellazione delle mensilità restanti

foto Ansa

Tornare alla normalità è la prima cosa che il Paese si è imposto. Tornare a giocare è una delle tante che seguirebbe a cascata. Resta questa la priorità dei calciatori e di alcuni club, per evitare che ci si trovi l'anno prossimo con un danno sistemico di dimensioni importanti. A patto che la realtà sanitaria lo consenta. Il coronavirus non molla la presa, le restrizioni prolungate ulteriormente dal Governo indicano chiaramente che il momento impone un grande senso di responsabilità. Se sul fronte ripresa non ci sono segnali certi, comincia a delinearsi una linea su quello degli stipendi. C'è qualche club che spinge affinché i calciatori si mettano una mano sulla coscienza e accettino la sospensione degli emolumenti, ma tra una riunione e l'altra non si trova ancora un punto d'accordo e il pensiero che si finisca per intavolare delle trattative squadra per squadra non è poi così lontano dalla realtà.

Le ultime riunioni vedono emergere la soluzione che porterebbe a un congelamento degli emolumenti di marzo e aprile, rinviando il pagamento dal 30 maggio al mese di luglio attraverso la modifica del regolamento e quindi senza andare incontro a penalizzazioni. Il programma sarebbe: congelamento stipendi, ripresa degli allenamenti e poi pronti via con il campionato. Questa potrebbe essere l'ipotesi della Lega Serie A. "Nessuno oggi come oggi è in grado di fare previsioni - dice Garbiele Gravina a TMW Radio - finché l'emergenza sanitaria terrà sotto scacco la società. E' una emergenza unica per il mondo, che ha aggredito ogni settore, anche economico. Superata questa però dovremo ripartire, tracciare un percorso di ripartenza e il calcio si sta interrogando sulle modalità di questa ripartenza, la priorità assoluta è la conclusione dei campionati. E' una esigenza per definire gli organici ed evitare una estate piena di contenziosi legali, ciò non toglie che la federazione deve valutare anche altre ipotesi. Io ho coinvolto il nostro comitato scientifico, ricca di illustri professionisti che conoscono bene questo settore, per capire una procedura che deve essere attuata dalle società per mettere sotto il massimo controllo le nostre società. Fino al 18 aprile ci dovrebbe essere il lockdown, l'ipotesi è partire dal 20 di maggio o in un'ultima analisi con i primi di giugno, potremo a luglio definire i nostri campionati. Sappiamo che sono ipotesi, vogliamo dare un messaggio di speranza a tutti i cittadini, ma sappiamo che il calcio è un settore che passa in secondo piano nella lotta al virus". In caso di mancata ripresa invece c’è l’idea dei club di richiedere la cancellazione delle mensilità restanti.

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