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Yann Karamoh - foto Ansa

Yann Karamoh - foto Ansa

Si allena, gioca a basket e aspetta il suo momento: Karamoh può essere l'uomo nuovo

Il francese vuole mettersi alle spalle il brutto periodo coinciso con l'infortunio e qualche frizione con D'Aversa

 ‘Bisogna prendere le cose buone da ogni situazione, soprattutto dalle sconfitte’. E’ una delle massime più care a Roberto D’Aversa, la ripete spesso in conferenza stampa. L’ha fatta sua fino a farla diventare un mantra quasi, per uno coriaceo come lui arrendersi non è contemplato. Nell’emergenza sanitaria che ha imposto il blocco totale c’è da dire che anche i più ottimisti faticherebbero a leggere positivamente la soluzione. Il Parma a oggi rispetta i ritmi scanditi dal coronavirus, la ripresa è lontana e mentre i vertici del pallone cercano di trovare una soluzione per far ripartire il movimento, il club prova a prendere quel pochissimo di buono che gli si è fatto incontro, raschiando il fondo del barile e cercando di recuperare tutti gli effettivi a disposizione per l’eventuale ultimo sprint.

Si giocheranno, semmai dovesse riprendere il cammino, tre partite a settimana, il ritmo sarà alto e l’intensità la farà da padrone in una situazione nuova per tutti. Nell’inedito ultimo scorcio di un campionato travagliato che vede la squadra di D’Aversa comunque tra le sorprese, l’allenatore crociato punterà a riabbracciare Sepe – ormai a posto dopo aver smaltito l’infortunio – Laurini, Kucka, Scozzarella e Inglese. Senza dimenticare il definitivo rilancio di Yann Karamoh, uno degli acquisti estivi arrivati con l’eco della grande botto in un torrido luglio che ha finito per incenerirne le aspettative, tramontate in mezzo a panchine, comportamenti non proprio da atleta, un rapporto difficile con l’allenatore che si è trovato in mano la qualità e l’estro di Dejan Kulusevski,  bravo a chiudere inconsapevolmente la strada al francese e un paio di malanni, gli stessi che hanno contribuito in maniera sensibile a limitare il potenziale del giovane nato in Costa D’Avorio. Le sue origini africane hanno da subito permesso a Yann di instaurare un buon rapporto con Yves Baraye (oggi in Portogallo) e Gervinho (trascinatore a intermittenza del Parma) che di fatto lo ha preso sotto la sua ala protettiva.

Mossa che non ha evitato frizioni con D’Aversa, con il quale il rapporto non è mai stato idilliaco spesso e volentieri incrinato dalle scelte del 23enne francese non sempre professionali. In un paio di situazioni non si è neanche presentato a Collecchio ed è servito un intervento deciso da parte della società intervenuta con una multa ‘dopo i ripetuti e reiterati ritardi agli allenamenti’. Un po’ di mal di pancia, il pensiero di una cessione anzitempo con il mercato che inevitabilmente si riproporrà mettendo in dubbio la sua permanenza, poi qualche partita giocata come si deve, il gol all’Inter, la bella prestazione contro la Fiorentina e l’infortunio che di fatto lo ha estromesso dalle gerarchie di D’Aversa.

Adesso tocca al francese rimettersi in carreggiata, le sei presenze non giustificano certo la spesa impegnativa per una società come il Parma abile ad aggiudicarsi il giocatore per una decina di milioni più bonus. E’ tornato a calcare il prato del Tardini nella partita contro la Spal, 8’ per evitare la sconfitta senza riuscirci. E da li vuole ricominciare. Il suo isolamento però sembra essere molto produttivo: è rimasto a Parma, lontano dalla sua famiglia che si trova in Francia, tra allenamenti quotidiani e challenge su Inst?agram con i suoi amici Boga e Kulusevski, tanto esercizio fisico e un po’ di basket nei pressi della sua abitazione, dove ha montato un canestro con il quale si sfoga un po’: play station con gli amici di sempre che lo seguono ovunque e serie tv su Netflix. One-punch-man,  un ragazzo venticinquenne di nome Saitama che ha raggiunto il suo obiettivo: diventare un eroe talmente forte da sconfiggere chiunque con un solo colpo. Ecco, Karamoh è pieno di colpi: deve metterli a disposizione del Parma che da lui si aspetta tanto.

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