Si va verso Parma-Spal al lunedì

Attese novità dalle autorità del pallone. Probabile lo slittamento

Roberto D'Aversa - foto Ansa

Quando saranno recuperate le due partite rinviate? Contro chi dovrà giocare il Parma? Quando? Si discute in queste ore, nel consiglio straordinario di Lega convocato per cercare di prendere una decisione che accontenti tutti e che possa sbloccare la situazione in un mondo del pallone in cui ognuno dice la sua cercando di far valere le proprie ragioni, a rischio di mettere a repentaglio il bene comune. Oltre al presidente Dal Pino e all’Amministratore delegato De Siervo, sono presenti Scaroni (presidente del Milan), Percassi (in rappresentanza dell’Atalanta), Campoccia (vicepresidente dell’Udinese), Antonello (ad dell’Inter) più Claudio Lotito e Giuseppe Marotta presenti nelle vesti di consiglieri federali.

Il consiglio straordinario di Lega anticipa in qualche modo l’assemblea straordinaria fissata per mercoledì a Roma, dove parteciperà (se si terrà) anche il Parma. Alle prese con le date dei recuperi delle partite con Torino e Spal e in attesa di sapere se la ventisettesima giornata andrà in scena o si ripartirà dalla ventiseiesima. Le ultime news parlano di uno slittamento della ventisettesima giornata e del recupero delle gare rinviate, tra cui Parma-Spal che dovrebbe giocarsi lunedì. 

C’è da risolvere un doppio problema: uno strutturale, legato al recupero delle partite rinviate, l’altro che guarda più in la, e che mira a ritrovare serenità tra le parti ed equilibrio all’interno della più alta rappresentanza del calcio italiano. Va portata a termine una competizione, che milioni di persone guardano e che in migliaia di paesi trasmettono. Bisogna lavorare con estrema ratio per arrivare a una decisione che possa garantire la salvaguardia del campionato. E rispettare le esigenze di tutti. Impossibile, a giudicare dai precedenti ma sul tavolo questa volta non ci sono solamente le esigenze del calcio, ma quelle del Paese e bisogna mettere nel conto (salato) i vari decreti ministeriali delle regioni coinvolte e le decisioni dei governatori alle prese con bisogni impellenti.

Giocare a porte chiuse non piace a nessuno, sarebbe nel caso una decisione estrema che – a malincuore – tutti dovrebbero rispettare. Soprattutto per chi vive a ridosso delle zone colpite da coronavirus. E pazienza se non è una decisione che riguarda tutti. Anche perché giocare tutti a porte chiuse – l’altra opzione – sarebbe considerata una sconfitta per tutti oltre che un contesto troppo deficitario per l’immagine del calcio e le sue casse. La terza, la più fantasiosa e la meno attuabile, coinvolge gli ‘altri campi’: in quelle regioni non coinvolte. Una specie di campo neutro. Per tutti. Il Parma, che ha sostenuto l’elezione di Dal Pino al tempo, non è tra le società che ‘ostacolano’ il tentativo di restituire equilibrio a un contesto parecchio frammentato.

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