Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Il Parma è in Serie B: sconfitto dal Toro, è retrocessione aritmetica

Decide un gol di Vojdova: discesa lenta e inesorabile

Foto Ansa

Dal nostro inviato
TORINO – Dopo 1081 giorni dal ritorno in A, le ali della fenice si chiudono. Il Parma smette di volare e precipita in Serie B, appesantito dalla zavorra dei 73 milioni spesi per sancire una retrocessione che sa di impresa. Un conto alla rovescia inesorabile, che comincia ad agosto, e si chiude aritmeticamente a Torino, il 3 maggio. Purtroppo anche all’Olimpico si evidenziano i limiti di una squadra che non ha praticamente mai calciato in porta. Ci è voluto poco per il Toro, che ha infilzato con facilità il Parma dimesso. Restano quattro partite, un’agonia.

La Serie B incombe, il Parma prova ad allontanarla. Serve una vittoria, per iniettare un po’ di buonumore a una coda di stagione che somiglia tanto a un’agonia. D’Aversa ha rispolverato Bruno Alves, lo ha piazzato accanto a Dierckx, e davanti a Gigi Sepe, messo da parte per un paio di partite.  Il portoghese non gioca titolare da febbraio, dal derby con il Bologna perso 3-0. Ultima apparizione contro l’Udinese, 11’, il tempo per il suo marcatore di esultare. D’Aversa lo aveva messo da parte, anche per volere del presidente che gli ha chiesto di cominciare a sondare il terreno con qualche giovane che possa dare il suo contributo anche in futuro. Rispolverato, dopo il derby perso 3-0, ultima gara da titolare, e dopo una panchina seguita a 11’ di Parma-Udinese.

Nicola è comprensibilmente più teso, sa che questa è una sfida da sei punti. Se la gioca con Sanabria e Belotti davanti, senza Mandragora tocca a Baselli in mezzo al campo. La prima occasione è del Parma, con Kucka, che ha lasciato il Parma a +1 dal Cagliari e lo ritrova - 12. Il Parma costruisce, sviluppa soprattutto a sinistra dove trova un buon ritmo con Pezzella. Sporca le linee e legge le traiettorie con Brugman, fino a quando può. Ma la palla nitida capita sui piedi di Ansaldi, con un tiro di sinistro che scheggia la traversa. Sepe non aveva respinto benissimo, di pugno aveva offerto la palla all’argentino. Poco dopo il portiere è andato a vuoto su un’uscita alta. Per fortuna il Toro non ha trovato il gol. Il Parma è tutto nella pizzicata di Cornelius, che non impensierisce Sirigu, e in qualche sgroppata di Kucka, confuso. Nel secondo tempo si consuma la retrocessione, riemergono i tanti errori che hanno condizionato una stagione. Discesa di Ansaldi, che vola su Laurini e mette dentro una palla che Vojvoda deve solo spingere in porta. Gol, il Parma è retrocesso, ma resta in partita grazie a un Toro impreciso. Il palo di Belotti perdona Sepe, l’assalto alla fine, timido, non porta nulla. Se non qualche brivido. Che non serve. Il Parma è retrocesso.

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