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Martedì, 16 Aprile 2024
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Parma, ottava sconfitta. Donadoni non si tocca ma fino a quando?

Il tecnico garantito fino alla partita contro l'Inter ma se sbaglia potrebbe non essere riconfermato. Mirante soffre il momento e non è tranquillo

Finisce ancora una volta con le teste basse e tra le mani.  Troppe volte la scena si ripete e Donadoni si trova a fare discorsi che non avrebbe mai pensato di fare al suo terzo anno e mezzo di Parma. Finisce con i calciatori che hanno le mani sui fianchi e i volti increduli. Finisce nel modo peggiore, dopo un primo tempo regalato e un secondo condotto all'arrembaggio, con una crescita sotto il punto di vista del gioco e del carattere.

Finisce male, per l'ottava volta su nove, con Mirante che continua nel suo periodaccio e Cassano che non fa il genio. Finisce con la spinta del Torino che fa capitolare il Parma sempre più ultimo, a tre punti sul fondo di una classifica che preoccupa davvero. Finisce come non meritava di finire perché il Parma il pari lo voleva, lo ha cercato. Rispoli, uno dei meno peggio ha creduto, fino alla fine di non dover cedere le armi, come un Parma privo di idee ma con carattere. Donadoni le ha provate tutte, anche il 3-4-3 mai utilizzato, ma il campionato continua a buttare sentenze negative su una squadra poco squadra e senza certezze. Continua il periodo no di Mirante che ha un conto aperto con gli Dei del pallone che gli hanno voltato le spalle. Continua la corsa conto il destino Belfodil, quel destino che lo costringe a dimostrare che è un talento puro, il destino che se lo mangia piano piano, ogni passo che fa. Qualche guizzo ma troppo poco e se non c'è Cassano. Ora Donadoni ha tre giorni di tempo per aggiustare una situazione difficile, altrimenti valige in mano e arrivederci. Forse

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