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Alessandro Bastoni - foto Ansa

Alessandro Bastoni - foto Ansa

Parma, D'Aversa cala l'asso Bastoni

Il giovane difensore è di proprietà dell'Inter ma è esploso nell'Atalanta di Gasperini. Adesso se lo gode il tecnico crociato che pensa seriamente di dargli spazio e di trasferire Gagliolo a sinistra

E' stata la sorpresa più gradita, sabato. Quando Alessandro Bastoni ha saputo di giocare non ha tremato. Neanche un po'. E alla fine della partita, prima di andare negli spogliatoi si è avvicinato alla vetrata che separa il campo dagli spalti per lanciare una maglietta, la stessa che ha sudato e onorato in 90' più recupero durante la partita con il Torino. Avrà sicuramente pensato a quanto positivo fosse stato il suo debutto dal 1' con la maglia del Parma. Quella che ha sostenuto e ammirato quando non era previsto diventasse un calciatore. Da Casalmaggiore il Tardini è molto vicino. Quasi tutti i bambini che nascono lì, a due passi dalla città ducale, sono affascinati da una storia come quella che ha vissuto il Parma. Per un giovane difensore come Alessandro, crescere vivendo quella storia è stato un vantaggio, come ha ammesso nella conferenza stampa di presentazione. Arrivato con un problema fisico che si è portato dietro nell'avventura con la Nazionale Under 19, Bastoni ha dovuto riadattarsi con pazienza e in campo ha mostrato più saggezza dei suoi anni.

CHE PARTITA  - Dopo tanta panchina a 19 anni, complice l'exploit di Gagliolo, farsi trovare pronto ogni volta che il tecnico lo chiama in causa non è semplice. Era successo solamente due volte, e per due brevi scampoli di partita prima di Torino. Contro il Genoa per difendere il 3-1, passare a tre dietro e serrare i ranghi; contro il Frosinone per dare man forte a una retroguardia non più protetta da Stulac - espulso - ma salvata proprio dall'ex Atalanta con una chiusura chirurgica in diagonale che è valsa quasi come un gol. E la riconferma nell'Under 21 per gli impegni amichevoli contro Inghilterra e Germania. Non è semplice, soprattutto quando non hai ancora vent'anni, eppure lui ha questo grande dono di far sembrare facili le cose difficili. Come in campo. Sabato Bastoni da Casalmaggiore, alla sua prima da titolare e contro un granatiere come Belotti, non è caduto, anzi. E' rimasto in piedi chiudendo ogni varco, ha letto quasi tutte le situazioni e adoperato il suo fisico per sventare gli attacchi di un Toro ferito e costretto a rimbalzare sul muro eretto assieme a Bruno Alves, che nel processo di crescita lo sta aiutando molto.

UOMO DI CALCIO - D'Aversa ha pensato che forse Gian Piero Gasperini aveva ragione quando andava dicendo che Bastoni era il miglior prospetto di un'Atalanta che sa distinguere - da sempre - i giovani puntando su quelli buoni. E' successo con Caldara, sta succedendo con Bastoni, già di proprietà dell'Inter che ha investito sul giocatore pagandolo 10 milioni e mettendolo a bilancio per 31 prima di darlo in prestito al Parma. Il suo sogno è quello di andare a giocare a San Siro e difendere i colori nerazzurri, ma per adesso è parecchio concentrato su questa avventura perché sa che molto del suo futuro passa da qui. E chissà che la gara di Torino, dove è risultato essere uno dei migliori per puntualità, efficacia e costanza, non gli abbia spalancato le porte di un avvenire glorioso. Cresciuto a Casalmaggiore, in una famiglia che respira calcio - il fratello ha studiato Scienze Motorie a Parma e frequentato gli spogliatoi della Fidentina e quelli di squadre della provincia parmigiana - Bastoni da piccolo andava spesso al Tardini perché - come da lui stesso dichiarato - era un bel vedere e una grande opportunità assistere a una partita di una squadra di provincia che ha coronato il sogno di essere vincente.

IDENTIKIT - Probabilmente vincente lo diventerà anche Alessandro, che per oggi si è preso solamente l'appellativo de Il magno, ma che domani vorrà rincorrere un po' di gloria. Magari cominciando a giocare titolare con una certa frequenza in questo Parma, dove ha mostrato subito i muscoli alla prima vera opportunità. Un centrale forte di testa e capace di impostare il gioco con naturalezza. Non è velocissimo ma è in grado di leggere in anticipo le situazioni e questo non può che essere un valore aggiunto per un difensore. Conosce il calcio avendolo respirato nel vivaio dell'Atalanta per undici lunghi anni, il suo talento viene esaltato da tutti. Adesso se lo gode D'Aversa che nel tempo libero lo lascia tranquillo. Bastoni è uno che va matto per la Play Station e per Fifa in particolare. Non si sceglie spesso nel gioco del calcio, perché anche lì, come nella vita reale, sa che deve migliorare. E solo la grande cultura del lavoro di cui dispone lo può aiutare. Per il resto si sta facendo apprezzare. Molto 

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