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Andrea Galassi, direttore sportivo del Parma - foto D. Fornari

Andrea Galassi, direttore sportivo del Parma - foto D. Fornari

Tra Calaiò e Canini, l'estate di Galassi: "Parma, è ora di vincere. Arriverà un centrocampista"

Il Direttore Sportivo crociato fa il punto a quindici giorni dallo start: "Siamo pronti. Temo il Venezia, vedrete la forza di Nocciolini. Una vera sorpresa"

Ancora due settimane, poi per il Parma sarà campionato. E per forza di cose, quando indossi certe maglie, devi mettere in preventivo l’obbligo di vincere. Per vincere devi allestire una squadra competitiva che sappia almeno provarci fino alla fine, poi nel calcio, come nella vita, mai dire mai: “Ha presente Vasco Rossi? Lui dice in una delle sue canzoni che si vive senza mai. Adesso non ricordo il titolo, ma il concetto è che nulla è sicuro”. Il titolo della canzone è ‘Guai’, e a Andrea Galassi, il Direttore Sportivo del Parma, ha incarnato bene la filosofia del Blasco. Nella sua estate caldissima, assieme al compagno di banco Lorenzo Minotti, ne ha viste di ogni. Trasferimenti slittati al momento della firma, trattative complicate, affari intavolati e colpi assestati sotto traccia. Come quello di Michele Canini, approdato al Parma l’altro giorno. “Aveva quattro o cinque squadre che lo seguivano – ammette Galassi a Parmatoday.it -  e ha scelto Parma. Non se lo aspettava quasi nessuno, noi lo avevamo seguito per un po’. E’ stata, se posso permettermi, una grande operazione dal punto di vista economico e soprattutto dal punto di vista tecnico-tattico. Prendere un giocatore di Serie A non è mai semplice”.

Galassi, questo Parma se la può giocare già con chiunque?

“Direi di sì. Anche con l’Alessandria abbiamo fatto una bella partita, nonostante fossimo indietro nella preparazione. Nel primo tempo si sono viste delle cose buonissime, e delle grandi potenzialità. Sarà dura ma ci siamo”.

La squadra è già al completo?         

“Siamo messi bene in tutti i reparti, con l’arrivo di Canini abbiamo completato tutto. Stiamo valutando la questione del giocatore bandiera  che dovrebbe essere ufficializzata a giorni, ma finché non c’è nulla di scritto, non potremo operare. La prossima settimana ne sapremo di più. Sarebbe ottimo, serve per non penalizzare le squadre che non hanno ’92 e ’93 perché vengono ad esempio da un fallimento e, non avendo una lista importante, di giocatori più o meno di una certa fascia, si affidano a questo giocatore bandiera. Che libererebbe un posto in rosa per un ulteriore Over”.

Quindi arriverà sicuramente un altro giocatore.

“ Stiamo cercando un centrocampista. In mediana abbiamo quattro Over più Simonetti. Abbiamo altri quindici giorni a disposizione per intervenire e valutare. Giovedì abbiamo un amichevole ‘in famiglia’ e poi la Coppa Italia. Dobbiamo individuare il ruolo però perché abbiamo diverse esigenze.  A seconda del modulo che interpreti, o della squadra che vai ad affrontare. Può essere la mezzala o il trequartista, o il play. Abbiamo bisogno di diverse soluzioni”.

Sono previste cessioni?

“Il discorso dell’attacco è quello più particolare. Sappiamo che c’è qualcuno di troppo e che dobbiamo valutare. Se Baraye fa la mezzala ok, ma se fa sia l’uno che l’altro siamo in troppi”.

A proposito di Baraye, la sua situazione qual è?

“Baraye per me è una mezzala, in Serie D andava sempre vicino la porta, aveva delle qualità importanti che facevano la differenza e Apolloni se lo è inventato attaccante. In Lega Pro può fare cose positive giocando sulla mediana. Naviga tra centrocampo e attacco, ti dà diverse soluzioni. In questo modulo può fare la mezzala, se cambiamo fa anche il trequartista”.

Davanti non c’è bisogno poi, c’è Guazzo che è parecchio in forma. Resta?

“Mai dire mai, se arriva un’offerta importante e lui la prende in considerazione? Se arriva una proposta che ci piace? Mai non esiste nella vita, soprattutto nel nostro lavoro. Una valutazione la dobbiamo fare, se c’è una richiesta importante la valutiamo. Lui sapeva che avremmo preso un altro paio di attaccanti importanti. Glielo avevamo detto a giugno durante il primo colloquio. Sapeva che sulla carta non avrebbe avuto il posto fisso. Ma noi abbiamo bisogno di lui.  Per vincere i campionati dobbiamo avere una rosa di attaccanti validi. Abbiamo cinque o sei giocatori davanti, chi entra al posto deve dare lo stesso contributo. Il ruolo da titolare non esiste”.

Canini ha completato la rosa.

“Canini è un giocatore che ha voluto fortemente Parma. Per certi versi è stato anche strano per noi. Seguivamo il suo profilo da prima, era venuto fuori un po’ di tempo fa. Ma avevamo saputo che percepiva uno stipendio alto e che non sarebbe stato facile. Poi abbiamo ricevuto dei segnali, appreso delle cose sul fronte giocatore che ci hanno fatto pensare. L’Atalanta contribuisce al pagamento dello stipendio e per noi è stata un’ottima operazione”.

Come lo avete convinto?

“E’ stato lui che ha convinto noi. E’ un giocatore di  Serie A, sono quelle famose opportunità che cogli quasi inaspettatamente. E’ un giocatore che ha fatto più di cento partite da titolare in Serie A. Può giocare sia nella difesa a tre che a quattro. Centrodestra, centrale, può fare più ruoli, prestante dal punto di vista fisico, frequenza di passo rapido che può andare anche sull’esterno, ha personalità, esce bene palla al piede. Ha grandi motivazioni, ci ha detto che vuole dimostrare di poter dire ancora la sua, e che vuole arrivare in A con il Parma. E’ arrivato con la formula del prestito biennale, dopo di che, se dovessimo salire subito in A, abbiamo la facoltà di prolungare ancora il suo contratto”.

Calaiò è pronto?

“Ancora no. Ma si vede che è di un'altra categoria. A volte quando ti si chiude una porta, ti si apre un portone. Di tutti i profili che abbiamo trattato, Antenucci e Sansone sono buoni eh, Calaiò è quello che più di tutti ci ha stupito. E’ di uno step superiore. Siamo felicissimi di questa operazione perché anche con l’Alessandria per le cose che ha fatto, ci ha dato dimostrazione che con questa categoria non c’entra niente. Se non hai la qualità davanti non vinci.  Servono attaccanti che con mezza palla ti castigano”.

Può giocare con Evacuo o sono troppo simili?

“Calaiò a Napoli ha giocato con Sosa che è un attaccante come Evacuo. Ha mobilità, è un giocatore che può adattarsi. E’ una prima punta anomala, ha buona gamba, sa saltare pure l’uomo e detta profondità. Ha qualche giocata. Quando troveranno un po’ di alchimia ci faranno divertire”.

Chi è il giocatore che l’ha sorpresa di più?

“Nocciolini, un giocatore che alla lunga può essere importante. Lo avevamo notato e a fine campionato, siamo andati a vederlo due volte in maniera mirata, ci ha convinto”.

Chi correrà con il Parma per la vittoria del titolo?

“Sulla carta sicuramente il Venezia che ha fatto una grande squadra, poi appena sotto il Padova. Anche la Reggiana che non tanto distante dal loro può dire la sua. Bassano, Teramo e Sudtirol mine vaganti.  Certo, quando sento dire  che il Parma è la squadra da battere… . Noi ci siamo abituati, nessuno ha fatto la squadra per arrivare quinti. Tutti fanno investimenti per vincere il campionato. Credo che la ricetta per vincere sia questa: continuità di prestazioni, un gruppo che non sente il bisogno di mettersi davanti al collettivo e la costanza”.

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