Tredici partite, un calendario duro e un sogno: il Parma di nuovo in Europa

Con una partita in meno vede Hellas e Milan, il Napoli è un po' più distante: ma c'è il rischio infortuni e tante ...

I crociati esultano - foto Ansa

Tredici partite, 1170 minuti più recupero per cercare di capire in che direzione va il campionato del Parma. Nel campo delle ipotesi - la più rosea sarebbe anche quella di un posto al sole a ridosso delle grandi, visto che l’attuale ottavo posto in classifica e la vicinanza al Milan che attualmente ha 36 punti e una partita in più del Parma – ci sarebbe anche un piazzamento europeo, in una considerazione generale delle cose che  consentirebbe di guardare per una volta al di la del guado. In una visione addirittura più ottimistica potrebbe esserci anche il Napoli, lontano quattro lunghezze e sempre con una partita in più rispetto alla banda di Bob, nel mirino del Parma che sta preparando – seppure con tante incognite legate alla condizione dei suoi giocatori – le ultime volate.

Dare tutto per prendersi tutto quello che di buono potrebbe esserci in questa seconda tornata strana di campionato, con gli stadi chiusi al pubblico e le squadre costrette di fatto a organizzarsi attraverso un’altra preparazione. L’obiettivo – a scanso di equivoci – resta sempre quello di centrare il prima possibile i 40 punti che nella maggior parte dei casi significa matematica salvezza, per poi provare a sviluppare un progetto volto magari a valorizzare qualche giocatore, a ridare minutaggio a chi rientra (si spera siano in molti) dopo l’infortunio e – perché no – provare il salto in alto che andrebbe al di là di ogni più rosea analisi logica.

Sta di fatto che adesso, in questa situazione, ogni squadra sarà diversa rispetto a quando l’emergenza sanitaria ha imposto lo stop. Quello del Parma, va detto, non è un calendario semplice: pronti via, due trasferte insidiosissime contro Torino e Genoa, squadre che lottano per guadagnarsi da vivere e uscire dai bassi fondi di una classifica che non avevano di certo calcolato a inizio stagione, a fronte degli investimenti fatti per rinforzarsi. Il presidente del Toro, Urbano Cairo, era tra quelli che più premevano per mettere la parola fine a un campionato che vede i granata rischiare la pellaccia. E così il suo collega del Genoa Preziosi, pressioni che non sono servite dal momento in cui il fronte compatto del sì ha fatto valere le sue ragioni.

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Nelle prime quattro partite il Parma, da sempre convinto di voler portare a termine il campionato (non a caso è stata una delle prime società ad operare la sanificazione del centro sportivo adottando un protocollo interno rigido), è chiamato ad affrontare tre trasferte e un big match contro l’Inter, prima di ritrovare la Fiorentina in casa e il Bologna. In mezzo ci sarà la gara di Roma, dopo la visita a San Siro contro il Milan, potenzialmente uno degli avversari per un posto in Europa assieme a Hellas e Napoli (ancora in lotta per la vittoria della Coppa Italia che aprirebbe ai partenopei le porte per l’Europa). Contro Mertens e compagni l’appuntamento è fissato per fine luglio, fino ad allora ci sarà tempo per fare qualunque tipo di ragionamento. Guardandosi sempre le spalle ed evitando di inciampare – come l’anno scorso – in scherzi che il destino ha più volte riservato al Parma. Il rischio degli infortuni (si gioca ogni tre giorni) è elevato, per cui oggi la programmazione è quanto mai indispensabile e da curare in ogni dettaglio.

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