La lezione di Udine e le difficoltà del Parma

La gara con lo Spezia è da non sbagliare

Foto Ansa

I numeri non sono certo dalla parte di Fabio Liverani, ma tutto il resto sì. La settimana terribile del Parma a un certo punto sembrava aver preso una piega ragionevole, fatto salvo poi imbeccare una salita ripida a due minuti dal termine. A Liverani la squadra è piaciuta nonostante la sconfitta, così come l’atteggiamento: “Penso che il Parma abbia fatto la propria partita, dimostrando di poter giocare a calcio. Oggi lo abbiamo fatto bene” ha detto a fine gara, dopo che Pussetto aver infilato per la terza volta Sepe, al nono gol subito in stagione dopo appena quattro partite. Da una squadra che - per giunta - non aveva mai segnato nei precedenti 270'. Lo zero, nella casella gol fatti e punti, si è gonfiato, trasformandosi in tre. Tre gol, tre punti e aggancio in classifica per l'Udinese, che è tornata a vincere una partita dopo sette sconfitte (amichevoli comprese). 

Numeri che al momento sono indice di lavori in corso, non preoccupano ma raccontano nello stesso tempo un trend che deve essere corretto. Solo Benevento (12), Crotone (11) e Cagliari (10), hanno fatto peggio del Parma che - come l’Atalanta e lo Spezia - ha subito nove gol. Nel cantiere aperto del Parma c’è tutto: ansie, preoccupazioni per il mini focolaio che si è acceso all’interno del gruppo squadra in isolamento fiduciario, e concetti nuovi che sono difficilmente assimilabili in così poco tempo. La squadra al completo, al netto degli acquisti di mercato, dei Nazionali in giro per il mondo e dei positivi al Coronavirus, Liverani non l’ha mai avuta. Qualche reduce da viaggi lunghi - vedi Gervinho - è tornato solo due giorni prima della partita, c’è chi addirittura ha fatto solo un allenamento con quel che è rimasto della truppa, decimata dal Covid e sottoposta continuamente a esami e test che accertassero negatività. E a ogni tampone, Liverani ne perdeva uno per strada. 

Situazione difficile da gestire, che ha obbligato a qualche scelta forzata. La macchina organizzativa del Parma ha funzionato alla perfezione, ancora una volta. Ha permesso alla squadra di giocarsi la partita, al netto delle difficoltà, ma il punto che sembrava benedetto è sfuggito all’ultimo. All’ultima corsa, Pussetto ha infilato Sepe con grande precisione, la stessa che il Parma non ha mostrato: per mancanza di lucidità, di personalità e delle di qualche difficoltà a immagazzinare nuove nozioni per un calcio diverso. E così il muro di sabbia costruito da Liverani è crollato sotto i colpi della totale incertezza, abbinata a numerosi errori. Dei singoli, soprattutto, che non hanno aiutato (vedi Kurtic); tra loro probabilmente c’era pure chi si aspettava di avere un ruolo più centrale nel progetto, chi invece dei nuovi rampava per una maglia da titolare. Fatto sta che questo caos, determinato da più parti, non ha aiutato molto, e domenica c’è già lo Spezia, uno scontro diretto da imbroccare a tutti i costi per avere un polso più limpido della situazione. E capire - una volta per tutte - in che verso andare.

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