Un passato da attaccante, un presente da leader: ecco Perez, lo manda El Cholo

Il Parma sta per definire il passaggio del difensore argentino dall'Atletico Madrid: Carli a Milano per chiudere l'operazione cercando di starppare qualcosa in più rispetto al prestito secco proposto dai colchoneros

Una cosa è certa: se nasci in Argentina e poi finisci all’Atletico Madrid, allenato da uno dei simboli della Seleccion, devi avere garra da vendere. Los huevos, per dirla alla Simeone, non mancano certo a Patricio Nehuén Perez, cresciuto nei barrios di Hurlingham, a due passi da Buenos Aires, dove il pallone vive sul filo tra il sacro e il profano. Alle volte sconfina, poi rientra nella sua dimensione, che è sempre più grande  e piena di aspettative. Quelle che sono su Perez sono abbastanza alte. A maggior ragione se in Spagna un giovanotto di poco più di vent’anni si guadagna l’etichetta di vice-Godin.

Un mostro sacro dall’altra parte di Madrid: l’Atletico ha lasciato partire El flaco essendo sicuro di poter crescere in seno Perez, sul quale i colchoneros hanno investito quattro milioni un anno e mezzo fa. Un difensore centrale così completo,  e così giovane, non si vede spesso in giro. E pensare che ha cominciato a giocare da attaccante. Ha cominciato a segnare ne La quinta de los Pibes, squadra del suo barrio, fino a quando lo ha tesserato l’Argentinos Juniors, ha sempre scorazzato negli ultimi venti metri del campo. Da lì in poi ha imparato l’arte della difesa.

Giocatore fisico, forte di testa, nei duelli. Strutturato, malgrado la sua stazza non disdegna di giocare il pallone per cominciare il gioco da dietro. Come piace a Liverani. Vede profondo quando serve, sa andare lungo e sa farsi sentire. La leadership è una delle sue caratteristiche più spiccate: è un difensore che non si tira mai indietro, ama il duello, si esalta nelle battaglie, come i classici difensori argentini. In patria lo paragonano a Otamendi, che è un po’ il suo idolo, ma al ragazzo non piacciono le etichette. Per lui l’importante è giocare a calcio, fare quello che sa fare meglio. La sua personalità spiccata gli ha consentito di essere capitano in tutte le selezioni giovanili, adesso si allena con Messi. Uno che brucia le tappe, insomma. Che l’Atletico di Madrid non vuole tenere più in naftalina, preferirebbe fargli fare un po’ di muscoli, in Serie A. Preferibilmente. Il Parma ha ormai chiuso l’affare, a meno di clamorosi ribaltoni, dovrebbe accogliere il giovane difensore nella prossima settimana. Carli e Lucarelli si sono mossi molto bene, bruciando la concorrenza dei top club che cercavano di accaparrarsi il talento argentino. Che arriva con un biglietto da visita pesante: lo manda Simeone.

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