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Parma, questa è crisi: Venezia decisiva

Tecnico e squadra sotto accusa, sabato sarà vietato fare passi falsi

Terza sconfitta consecutiva, sei gol subiti in cinque partite, cinque nelle ultime due, solamente tre quelli segnati, uno su rigore, due da calcio d’angolo. Nessuno su azione. Sono numeri che inchiodano il Parma di Roberto D’Aversa, finito sulla graticola dopo appena 450’. La partita con l’Empoli è finita tra i fischi del Tardini indirizzati proprio a squadra e allenatore incapace secondo i tifosi di cambiare marcia e di leggere la partita. L’aria che gravita attorno ai crociati è molto pesante e alla ripresa degli allenamenti, dopo la sconfitta del Tardini, c’erano facce scure al centro sportivo di Collecchio. La partita di martedì sera ha fatto emergere i soliti limiti di una squadra incapace giocare con trame lineari e rendersi pericolosa in fase offensiva. Ci ha provato il solo Di Gaudio ma è andata male. Mai Siligardi, in ritardo evidente di condizione e inadatto a ricoprire il ruolo di esterno nel tridente offensivo che offensivo quasi non è: troppa distanza tra i giocatori che lo compongono, poco supporto delle mezzali e intensità a tratti. D’Aversa le ha provate tutte con un turnover massiccio e con un cambio di uomini sostanziale, senza andare a toccare il modulo, anche esso finito sotto accusa perché incapace di far rendere al meglio gli uomini in campo. Sabato ci sarà da battagliare anche al Penzo di Venezia, dove la squadra di Inzaghi, che ha subito due gol in cinque partite, non concederà nulla. E allora il Parma dovrà tirare fuori gli artigli e la personalità quella che da tempo ormai non si vede per uscire da questa crisi che sembra senza fine.

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