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 Foto Ansa

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Il Parma cade anche a Verona, rimane poca speranza

Il rigore di Kucka regala una speranza, un autogol di Grassi e un gol di Barak ribaltano il fronte

Dal nostro inviato
VERONA – Speriamo non sia fatale, Verona, per il Parma. Che perde la decima gara nelle ultime undici, che si arrende anche all’Hellas, che passa in vantaggio e si ritrova sotto. E perde, e non sa più a che santo votarsi. Al Bentegodi finisce 2-1 per gli uomini di Juric, che passeggiano sui resti di un Parma che alla fine prova a buttare il cuore oltre l’ostacolo, senza riuscirci. A Kucka, risponde Grassi con un autogol, poi Barak che svetta su tutti e inchioda Sepe.

D’Aversa sceglie di fidarsi dei ‘vecchi’, eccezion fatta per Osorio e Bani, che andranno a comporre con Conti la retroguardia a quattro. Fuori Bruno Alves e Brugman, dentro Grassi e Karamoh, una delle ultime possibilità per redimersi da parte del francese. L’amore tra lui e il tecnico D’Aversa non è mai sbocciato, ma anche se San Valentino è passato da un giorno, l’effetto è rimasto nell’aria. Tanto che Yann comincia subito bene: si guadagna il rigore, trasformato da Kucka dopo 8’, si inventa il taglio che affetta la difesa del Verona per mandare in porta Gervinho. Peccato che aveva già pareggiato (13’) Dimarco, giocatore passato da Parma che quando segna alza le mani come per chiedere scusa. Il Parma era partito meglio, Conti si è fatto passare davanti dall’esterno del Verona, aprendogli la strada verso il pari. Decisivo il tocco di Grassi, che nel tentativo di allontanare il pallone, l’ha infilata in porta. La spina del Parma si stacca presto, qualche fiammata di Gervinho che non stoppa il pallone su taglio di Karamoh, qualche altra occasione mesta di poter sorprendere, ma la partita la fa il Verona, che più volte sfiora il gol del vantaggio. Ci vuole un grande Sepe per impedire la doppietta a Dimarco, che su punizione svernicia la mano di Gigi, che ci arriva. Del Parma non c’è tanta traccia, i lanci lunghi si spengono sui piedi di Cornelius, che non ne ha più. Stringe i denti il danese, prima di lasciare il campo a Zirkzee. Entra anche Sohm, per Grassi, D’Aversa vuole muscoli in mezzo. Ma trova invece il gol di Barak che abbatte le speranze di un Parma che il tempo lo avrebbe pure, se almeno fosse sceso in campo.

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