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Gabriel Paletta - TM News Infophoto

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Parma, parla Paletta: "Prandelli fai presto, mi seguono dall'Argentina"

Il difensore crociato lancia un messaggio al ct della Nazionale italiana: "Sono pronto per la maglia azzurra, ma Sabella mi cerca"

Se dovesse continuare così il suo connazionale, Walter Samuel, finirà per cedergli il soprannome che lo "marchia" da anni. Già perché Gabriel Paletta si sta solidificando, sta trovando la fiducia necessaria, sia fioca che mentale e si sta confermando a livelli alti, proprio come aveva finito lo scorso campionato. Ecco il motivo per cui potrebbe essere l'erede di Samuel, il The Wall della situazione per intenderci. Sanguigno come il suo connazionale, ha il senso dell'anticipo di pochi e una fisicità importante che riesce a farlo imporre su qualsiasi avversario. Per adesso. E se Prandelli volesse farci un pensierino beh, lui sarebbe già pronto, a patto che Sabella, CT dell'Argentina non faccia prima. "So che mi stanno seguendo  - dice il difensore - ma non ho sentito più nulla".  A breve potrebbe arrivare una telefonata. Con il Milan ha giocato una partita fantastica, confermandosi vero leader della difesa. La sua media voto parla da sola: sufficienza abbondante e belle prestazioni nel segno della sicurezza. 

DEVO MIGLIORARE - Ma lui non sembra essere tanto d'accordo. "Posso migliorare ancora. Da quando sono qui mi sento di poter dire che, rispetto a prima, sono più attento a livello tattico e rimango concentrato per tutta la gara. Quando sono da solo rivedo sempre le partite per capire dove ho sbagliato e migliorare i miei punti deboli, che non vi confido". Culto del lavoro. Tipico degli argentini, quelli che incontrerà a Catania in un mini-derby. 

CATANIA SQUADRA TEMIBILE - "Una gara normale come le altre, se non per il fatto che per noi è importantissima - spiega Paletta -. Non abbiamo mai vinto a Catania, spero che questa sia la volta buona per fare bottino pieno. Sappiamo che è una trasferta insidiosa, piena di difficoltà e dobbiamo mostrare la migliore condizione. Giocare contro squadre che lottano per i nostri stessi obiettivi non è mai facile e costituisce un ostacolo importante. Da superare però se vogliamo continuare sulla nostra strada". Sfida nella sfida dunque con Bergessio, che conosce bene. "Ci ho giocato parecchie volte contro, e uno che lotta, avversario tosto. Come la squadra che ha tanti atgentini misti a bravi giocatori italiani. Una bella squadra che vorrà riscattarci dopo la sconfitta nell'ultimo turno".

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