Parma, parla Donadoni: "A Firenze mancata la reazione"

"Dopo il gol di Jovetic non abbiamo più giocato. Lavoreremo su questo e in settimana cercheremo di prepararci al meglio, per una gara difficile. Si preparino i nuovi"

Miste Donadoni pronto a ripartire dopo il passo falso contro la Fiorentina

Il Parma riprende gli allenamenti e anche a mente fredda, dopo due giorni, Roberto Donadoni non vede solo nero nella sconfitta di Firenze: "Parlare di black-out non mi sembra il termine appropriato. Fino al 2-0 abbiamo fatto una buona partita e anche guardando i dati raccolti, dal punto di vista fisico abbiamo corso più della Fiorentina e abbiamo avuto 3-4 palle più che buone per segnare. Anche dopo il 2-0 abbiamo corso più della Fiorentina, ma è vero che poi loro hanno cercato di far girare molto la palla e fare possesso e, se proprio di black-out vogliamo parlare, non c’è stata la reazione pur creando un paio di occasioni che potevamo sfruttare meglio, una con Parolo di testa e una con Sansone che ha tentato la sforbiciata ma ha svirgolato la palla. Il 2-0 da un punto di vista psicologico ci ha tagliato le gambe e questo è il limite che abbiamo palesato domenica. Un limite che però non è figlio di prestazioni passate, perché anzi ci sono state altre gare in cui siamo andati sotto ma abbiamo avuto ottime reazioni fino al 90’. Questa è stata la cosa meno positiva di domenica". Due gol, quelli della Fiorentina, per certi versi simili: "Soprattutto sul gol di Toni non abbiamo avuto la fisicità per contrastare la sua grande stazza. Però siamo stati un po’ ingenui in quel frangente perché quando hai giocatori di questo tipo devi metterli in condizioni di non prendere la palla". Il Parma ha avuto le occasioni per sbloccare per primo la partita: "Anche in questo caso a volte sono malizie che ancora non abbiamo. Ad esempio, nell’occasione di Sansone con la bella parata di Viviano l’ultimo passaggio non è stato così preciso da agevolare il controllo e accelerare la conclusione. Sono quelle piccolezze che fanno però una grandissima differenza. Bisogna lavorarci sopra, così come bisogna lavorare su alcuni movimenti. A volte è frutto anche di una convinzione che viene a mancare quando vai sotto e hai frenesia di recuperare ma non ci riesci. E’ un passaggio che però mi auguro si riesca a migliorare". Da oggi inizia l’avvicinamento alla partita col Genoa, dove mancheranno Mirante per infortunio, Rosi e Marchionni per squalifica: "Sarà una settimana dove dovremo cercare di integrare ancora di più i nuovi. Sappiamo che alcuni di loro sono in ritardo e per questo stiamo lavorando per portarli il prima possibile al livello degli altri. Ad esempio, il fatto che Mariga domenica abbia giocato gli ultimi 20 minuti è un fatto molto importante, anche se sono convinto che in questo momento non abbia nelle gambe i 90 minuti. Lo stesso discorso vale per Strasser. Dobbiamo lavorare molto in questo senso. Comunque sia c’è l’opportunità domenica di vederli all’opera. Abbiamo comunque le alternative per sostituirli perché c’è gente come Ninis o Morrone, così come Benalouane in difesa che può giocare a destra come ha già fatto. Ci sono tante possibilità". Sull’infortunio di Mirante, Donadoni invece spiega: "Per come me l’ha raccontato, è successo in occasione del gol annullato a Toni. Nell’uscita gli è rimasto il piede piantato e questo non gli ha consentito di scivolare e assecondare il movimento. Lì ha sentito la fitta sul menisco". Tornando a domenica prossima, il Parma si troverà di fronte un Genoa molto diverso rispetto all’andata: "Sicuramente ha trovato una certa idea anche in termini di uomini. Poi le vittorie aiutano. Noi veniamo da due sconfitte e quindi ci teniamo a riprendere la marcia giusta. Avremo di fronte una squadra che comunque cercherà di avere equilibrio e di non sbottonarsi più di tanto. Anche domenica hanno giocato con Bertolacci dietro Borriello cercando di sfruttare le ripartenze. Sono andati sul 2-0, si sono fatti recuperare ma hanno avuto la forza nel finale di dare ancora la zampata. E’ una squadra che concede molto poco, ha grande spirito di sacrificio perciò dovremo interpretarla in maniera intelligente".

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