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Parma, parla Amauri: "Momento brutto, ma a Genova vogliamo vincere"

L'attaccante gialloblu si proietta sulla sfida di domenica contro la Sampdoria. "Sappiamo che sarà difficile, ma dobbiamo fare punti, vogliamo vincere. Il gemellaggio? Positivo, ma in campo sarà battaglia"

A Collecchio splende il sole, una bella giornata allietata dalla visita in casa gialloblu, di uno dei più grandi attaccanti che hanno vestito questa maglia. Di Asprilla si ricordano le sgroppate e le capriole dopo i gol, e che gol. Ma questa è storia, riesumata in questi casi con grande nostalgia.

MOMENTO DIFFICILE MA VOGLIAMO VINCERE - Per un attaccante che è stato, un attaccante che è, il simbolo del Parma, in un presente difficile, ma pieno di speranza. La salvezza nel futuro più immediato, poi si vedrà. Quella salvezza che passa da Genova, sponda blucerchiata. Da quelle parti non se la passano certo meglio, ma poco importa, bisogna vincere. Amauri è di questo avviso, come il resto della ciurma, in una partita che può essere quella della svolta. Lo si dice da un pò di tempo a questa parte, ma mai come ora, quella di domenica può essere la gara decisiva per cambiare marcia, per svoltare, evitando se possibile le sterzate brusche che ti portano fuoristrada. "Si tratta di una gara difficile, come le altre che ci attendono. Entrambe le squadre vengono da un momento difficile, ma noi vogliamo fare punti e andremo a Genova con la mentalità giusta, cercando di imporre il nostro gioco. Per quanto mi riguarda sto bene, mi sono allenato per quasi tutta la settimana, ora cercherò di arrivare alla Sampdoria al meglio della forma".

MARASSI E LA SALVEZZA - Vietato sbagliare quindi, il treno della salvezza passa da Marassi. Amauri di quello stadio conserva ricordi positivi. "A Genova ho fatto cose buone, ricordo con piacere l'atmosfera che c'è. La spinta dei tifosi sarà un arma in più per loro, ma noi ce la giocheremo e cercheremo di fare punteggio pieno, abbiamo bisogno di punti". L'obiettivo stagionale, almeno all'inizio, non era quello dei 40 punti, nè da parte della Samp, nè dalla parte del Parma. Nessuno imaginava di vedere le due squadre lottare per la salvezza. Nemmeno si immaginava di vedere un Amauri così, no ad inizio stagione. "Anche se vengo dalla Juventus, nella mia carriera sono stato abituato a lottare per degli obiettivi importanti. Al Chievo ho lottato per la salvezza, a Palermo per la Champions, ora ho scelto di mettemi in gioco, sono qua per dare una mano alla squadra e non mi tiro indietro. Nella rosa c'è qualcuno che non è abituato a lottare per questio traguardi, noi dobbiamo trasmettergli la giusta mentalità".

QUESTIONE DI TESTA - Da un pò che lo diciamo. Lo pensa il mister, lo pensano a seguito i calciatori, lo ha detto il presidente, lo ha ribadito Leonardi. Il problema sta "in testa". La squadra soffre dal punto di vista psicologico, lo ha dimostrato, errore arbitrale a parte, anche contro il Napoli. Dopo il gol del pari in fuorigioco, la squadra non ha reagito e ne ha subito un altro. "Dobbiamo migliorare questo aspetto - dice Amauri - perchè le nostre occasioni ble abbiamo, i palloni arrivano, segnamo, ma non chiudiamo la partita. Dovremmo essere bravi anche ad amministrare il vantaggio, si può vincere anche di misura. Il modulo? Mi trovo bene, dipende dalle partite. A volte riesco a fare reparto da solo, a volte è meglio avere di fianco un compagno. Contro la Fiorentina abbiamo fatto bene, abbiamo creato occasioni importanti con Crespo. Un giocatore come lui sarebbe importante per chiunque, figuriamoci per noi". Si scrive Samp, ma si legge salvezza!

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