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Foto D. Fornari

Foto D. Fornari

VISTA DALLA CURVA | Gianni, Calaiò e il sorrisone di Pippo

Luca Cavallina ci riporta in viaggio, nel cuore della Nord

Parma-Pordenone è sfida di alta classifica, in palio non c’erano solo i tre punti ma anche il ruolo di anti-Venezia nella corsa alla serie B. Nonostante si tratti del big match del girone B molti tifosi crociati hanno deciso, vuoi per la pioggia, vuoi per il blocco del traffico, vuoi per mille altri motivi di restare a casa. Sappiate che avete fatto una pessima scelta perché Parma Pordenone ha regalato emozioni per tutti e novanta i minuti.

Il Parma conscio della sua forza comincia la partita in maniera spavalda, la curva canticchia cercando fin da subito di spingere i nostri alla vittoria, Baraye e Scaglia dimostrano di intendersi bene sulla fascia sinistra e proprio al decimo minuto una bellissima apertura a destra del senegalese libera Nocciolini che dal lato corto dell’area di rigore pesca al centro Scavone che insacca per l’uno a zero. Benissimo, partita subito in discesa, Pordenone subito al tappeto e Crociati che si dimostrano ancora una volta letali nelle ripartenze. I ramarri friulani tuttavia non ci stanno, nel giro di pochi minuti prendono le misure al centrocampo gialloblu e si lanciano alla caccia del pareggio. La curva, così come Lucarelli e compagni, si rilassa, abbassa il ritmo dei cori e segue l’andamento della partita. Minuto ventinove. Scavone distrugge ciò che aveva creato atterrando in area un avversario. Rigore. Arma dal dischetto è tutto fuorché letale e spara il penalty contro la traversa peccato che la palla, nel tornare a terra, rimbalzi sulla schiena dello sfortunato Frattali per poi carambolare in rete. Uno a uno tutto da rifare.

I nostri provano a reagire ma gli ospiti, con ottimi fraseggi continuano a macinare gioco. Il Parma balla, barcolla e alla fine capitola: Saporetti rinvia sui piedi di Misuraca che dal limite trafigge per la seconda volta l’incolpevole Frattali. Sul Tardini cala la notte, la pioggia aumenta d’intensita, i cori si spengono e Munari rischia il rosso con un’entrata sconsiderata ai danni di un avversario. Finisce il primo tempo, qualcuno rimpiange di non essere rimasto a casa a godersi il calduccio. La ripresa comincia con un Parma molto più aggressivo: Scozzarella cerca di allargare il gioco, Nocciolini prova a mettere palloni velenosi al centro ma la difesa neroverde allontana ogni minaccia, sventa ogni attacco, vince ogni rimpallo. Dove non arriva la difesa ospite ci pensa la traversa a salvare il Pordenone: Baraye si libera al tiro ma la palla coglie il montante. L’urlo strozzato in gola sembra ricordarci che non è serata. Ci prova Calaiò di testa ma il portiere si supera e respinge, la curva riprende a cantare: “ Forza Parma non mollare che ti bastano due gol…”.

I crociati collezionano angoli e mischie e proprio durante l’ennesimo mucchio selvaggio Gianni da Sassuolo colpisce di testa, la palla tocca il palo ed entra in rete. Pareggio, pareggio al minuto ottantanove, la curva festeggia come se quel gol valesse tre punti, i crociati invece portano il pallone a centrocampo, il punto non serve a nulla. Minuto novantuno: lancio dalle retrovie, Calaiò brucia Stefani nello scatto trovandosi a tu per tu con l’estremo difensore, il centrale ospite non può che stendere l’arciere crociato al limite dell’area, beccarsi il rosso e sperare che la partita termini velocemente. Punizione di Scozzarella, palla in angolo. La Nord capisce che potrebbe anche accadere l’impensabile ed inizia a spingere forte i gialloblu nel loro ultimo assalto: Palla in mezzo, mischia, qualcuno prolunga di testa sui piedi di Calaiò che non si fa pregare e in mezza rovesciata scaraventa in rete il tre a due. Sul Tardini continua a piovere ma in curva è festa grande, gente che si abbraccia, persone che urlano contro il cielo sputando fuori tutta l’adrenalina accumulata in un match bellissimo giocato ad alti livelli da due ottime squadre. Finisce così con la Nord in estasi, con la squadra festante e con tre punti che moralmente valgono doppio.

Nota a margine: avrei pagato di tasca mia per vedere il sorrisone di Pippo Inzaghi e Joe Tacopina frantumarsi e diventare sconforto quando Munari e Calaiò hanno ribaltato il match. Pippo, Joe noi ci siamo e saremo il vostro peggior incubo fino a maggio.

Di Luca Cavallina

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