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Foto di D. Fornari

Foto di D. Fornari

VISTA DALLA CURVA | Gigi il rosso, le bottiglie, il k-way e l'amarezza del 'Requiem'

Luca Cavallina ci porta nel cuore della Nord

Il posticipo del lunedì sera in lega pro è un’ invenzione assurda perché è l’insieme di due fattori negativi: il lunedì e la diretta televisiva di una partita che interesserà quasi solamente a chi non ha voglia di prendere un po’ di freddo per “gustarsi” dal vivo il match.

Già, la partita, la nostra grande occasione per avvicinarci alla vetta approfittando del pari tra Venezia e Samb e della sconfitta del Pordenone. I presupposti per una grande prestazione c’erano quasi tutti: undici giocatori, l’omaggio di Pertusi al maestro Verdi e la Feralpisalò, vittima sacrificale, comoda comparsa pronta a prestare il fianco ai crociati, sembrava tutto perfetto. Sembrava.

Dopo una prima fase di studio le due squadre iniziano a macinare il loro gioco: il Parma attacca con il solito tiqui taca orizzontale, lento, prevedibile e scontato, talmente scontato che alla fine tocca sempre al centrale difensivo verticalizzare nel nulla. La Feralpi aspetta i gialloblu nella sua metà campo per poi ripartire velocissimo sulle fasce, un gioco spumeggiante frutto delle idee di Asta, allenatore degno di migliori palcoscenici.

La curva, dal canto suo, non fa assolutamente nulla per svegliare un Parma assopito, spento e svogliato: i cori partono a tratti, si bloccano a metà o non si sentono affatto, addirittura si arriva al silenzio tombale quando approfittando di un corner sbagliato, la compagine bresciana riparte in contropiede, in tre passaggi arriva in area di rigore e, Gerardi, approfittando di Coric indeciso sull’opportunità di uscire o meno dall’area piccola lo trafigge per l’uno a zero.

La reazione del Parma non c’è, la Feralpi rimane aggressiva e ordinata dietro la linea del pallone, si limita a concedere qualche corner e, proprio su calcio d’angolo, inaspettatamente arriva la rete di Scavone in mischia. Uno a uno, la curva si scalda un po’ e inizia a crederci: “ Adesso ne facciamo un altro” suggerisce un tifoso molto ottimista, “ Adesso facciamo il secondo!” ribatte un altro tifoso. Infatti, tempo tre minuti e ancora su calcio d’ angolo, ancora in mischia arriva il due a uno, ma peccato abbiano segnato ancora i lombardi. La Feralpi si è autoinvitata alla festa del nostro Parma e la sta rovinando. Fine primo tempo, fischi.

Il secondo tempo non meriterebbe nemmeno di essere raccontato, la curva è muta, triste, apatica, la curva è lo specchio di una squadra senza idee, è il riflesso di un allenatore in grado di demotivare anche il più inguaribile degli ottimisti, la Nord “brucia” come immagino abbia bruciato Guazzo costretto a scaldarsi 55 minuti per giocarne tre più recupero, la curva è incazzata come Baraye costretto a giocare il suo quarto d’ora a trentacinque metri dalla porta e sempre la curva stasera sbaglia di brutto dando vita ad un duello assurdo con il portiere del Feralpi salò, Caglioni. Per buona parte del secondo tempo infatti il portiere ospite è stato bersagliato dal lancio di bottiglie di plastica, atteggiamento deplorevole da parte di alcuni supporters che si potrebbe riassumere in tre parole: “C...glioni contro Caglioni”.

Nonostante gli sterili assalti finali il pareggio non arriva, la Feralpi vince meritatamente (anche se andrebbe penalizzato pesantemente per la maglia color collutorio) e il Parma lascia il campo a capo chino tra i fischi (tanti) e qualche timido “Siamo sempre insieme a voi” cantato da qualche boys.

Nota a margine: voci a me molto vicine mi hanno informato che nel dopo partita, il tenore Pertusi e l’orchestra siano tornati in campo per la seconda parte della loro esibizione. No, niente Aida, nessun bis del Nabucco, un semplice Requiem verdiano a cui ha assistito solo Gigi il rosso avvolto nel suo kway.

Di Luca Cavallina

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