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VISTA DALLA CURVA | Munari, il dodicesimo uomo e le labbra di Pippo

In viaggio con Luca Cavallina, super tifoso

Il Parma risponde presente. Tre punti conquistati con sessantacinque minuti di grande calcio e di grande tifo. L’adrenalina in curva era altissima già prima che le squadre entrassero in campo, la Nord parte contratta, tesa, assolutamente indispettita per le baggianate che quei venti delinquenti veneziani continuano a raccontare sui fatti avvenuti nel prepartita di Venezia-Parma di fine gennaio (gente che gira e mena semplici tifosi con dei bastoni non meriterebbe solo il Daspo ma tante altre buone cose). Anche la squadra parte in sordina, deconcentrata e preoccupata dall’obbligo assoluto di dover vincere. Il Parma fatica nel primo quarto d’ora a reggere il ritmo della Samb che costruisce buone occasioni da gol e gioca un calcio gradevole e veloce, la curva prova a cantare ma risulta afona. Minuto diciassette: ennesima palla che danza in area, batti e ribatti, pallone che carambola sul palo e Bernardo è scaltro a ribadire in rete con un tap-in sotto porta. Esultanza pacata dell’attaccante marchigiano che mostra a tutta la nord la sua divisa col numero dieci: la curva non approva l’outfit del povero Bernie e lo ricopre d’insulti. Il Parma prova reagire più con i nervi che con la testa e la difesa si fa letteralmente infilare in contropiede da Sorrentino che scarica un rasoterra preciso alle spalle di Frattali. Due a zero Samb.

Proprio subito dopo la seconda rete rossoblu (in improbabile divisa verde) fa scattare una molla, un moto d’orgoglio in noi tifosi: la curva si scuote, si risveglia dal torpore ed inizia a cantare, forte, sempre più calorosamente. La nord prende per mano la squadra, nel calcio esiste la sconfitta ma non si può perdere senza lottare. Minuto ventisette. Calaiò fa a sportellate a centrocampo, ruba un pallone e serve Scozzarella che con un filtrante al bacio mette Baraye davanti al portiere e per il senegalese è un gioco da ragazzi insaccare l’ uno a due. La curva esplode di gioia e speranza. “Adesa fëma dès gol” grida uno sotto di me. La partita si riaccende, il Parma attacca a testa bassa, il Tardini diventa un’arena, la samb è un toro ferito che fugge, si chiude in difesa sapendo che non ha alcuna possibilità di farcela. La palla che, al minuto trentatre, Scozzarella serve a Calaiò è la banderilla fatale: Il bomber crociato, freddo, lucido, elegante ed implacabile come il più letale dei matador, infilza il portiere avversario. Due a due, la Samb è alle corde e la partita proprio come una corrida è segnata: il torero vince e il toro perde, oggi il Parma è più torero che mai.

RIVIVI LE EMOZIONI: CHE RIMONTA!

La ripresa comincia come era finito il primo tempo con la Samb aggrappata alle flebili speranze di un pareggio e con il Parma più cattivo che mai. Bastano una manciata di minuti e Calaiò serve in area l’accorrente Munari che ha il tempo di stoppare il pallone, prendere la mira e scaraventare in porta un bolide di rara potenza. Tre a due, curva in delirio, cori potenti e compatti. Acquisito il vantaggio sia il tifo che la squadra comprendono subito che la pratica va sbrigata senza ulteriori patemi: il solito Calaiò danza in area e dal lato corto serve l’accorrente Munari che non si fa pregare ed insacca. Quattro a due, Gianni festeggia sotto la nord la sua personale doppietta e noi tifosi, che oggi siamo stati veramente il dodicesimo uomo in campo, continuiamo a sognare.

Note dalla laguna: giungono voci, non ufficialmente confermate, che al momento del secondo gol della Samb, Joe Tacopina, colpito da un nuovo attacco di megalomania, abbia dichiarato al fido Perinetti che la copertura in vetro di Murano dell’avveniristico stadio Pier Luigi Penzo non sarà la sola grande opera per (ri)lanciare il Venezia nel calcio che conta, ha infatti affermato che collegherà tribuna e distinti attraverso un ponte già denominato “New Rialto Bridge” e sarà costruito interamente con gusci di vongole autoctone pescate a Venezia-Lido. Pippo Inzaghi appresa la notizia si è morsicato il labbro.

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