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Foto D. Fornari

Foto D. Fornari

VISTA DALLA CURVA | Parma, non è finita

Il viaggio in Nord con il super tifoso Luca Cavallina

Il Parma non sbaglia, la curva incanta ma il ritorno sarà durissimo, Parma Lucchese in lega pro è una partita sprecata almeno a giudicare dallo spettacolo offerto dalle tifoserie sugli spalti del Tardini. Ancora arrabbiato e deluso dal comportamento snob di buona parte della curva Nord contro il Piacenza decido di seguire la partita contro la Lucchese insieme ai ragazzi della Scalinata, ottima scelta, tanto tifo, molto calore e soprattutto amore verso la maglia crociata per tutti i novanta minuti.

Che la sfida con la Lucchese non fosse facile lo sapevamo fin dall'inizio così come sapevamo tutti che mister Lopez avrebbe schierato i suoi con uno schema offensivo “Barricate 1922 Parma” ovvero undici uomini dietro la linea del pallone a sperare (e spazzare) che i novanta minuti del Tardini trascorressero velocemente e senza troppi sussulti. Il Parma ci prova fin dai primi minuti, spinto da una curva carica e su di giri, la miglior curva casalinga vista quest'anno, macina gioco, guadagna più volte il fondo ma risulta sempre troppo sterile sotto porta. La Lucchese difende con ordine e attende i gialloblu. Proprio nel momento migliore dei crociati, alla prima vera sortita offensiva, sono i toscani a trovare la rete: Di Cesare atterra ingenuamente un avversario in area e Fannucchi è freddissimo a battere Frattali dagli undici metri. I nostri sono bravissimi a non accusare il colpo, la curva non si abbatte anzi incita ancora più forte i crociati, diventa l'uomo in più in campo. Munari ruba palla sulla trequarti, allarga per Calaiò, dribbling a rientrare, nessun colpo di tacco, nessuna rovesciata, solo uno splendido tiro a giro potente quanto basta per trafiggere Nobile, uno a uno, il Parma è vivo e la curva ci crede più che mai. La ripresa comincia con lo stesso copione del primo tempo: Lucchese sigillata dietro la linea del pallone e Parma costretto a fare la partita, la Nord cala l'intensità, la tensione nei secondi quarantacinque minuti si taglia a fette, Corapi è onnipresente ma pecca in fase di costruzione, Baraye non si accende, Scaglia e Mazzocchi scaraventano palloni in mezzo senza risultato.

C'è tensione nell'aria. Mentre la curva continua ad incitare, Mister D'Aversa, che di calcio ne capisce qualcosa in più di noi comuni tifosi, toglie Ciccio Corapi e inserisce Scozzarella, fuori grinta e corsa per lasciar spazio a piedi vellutati. Passano pochi minuti ed il numero tredici crociato disegna una parabola da urlo per l'arciere Calaiò che non deve far altro che schiacciare di testa il pallone in rete. Due a uno Parma, delirio in Nord, abbracci, urla, fumogeni e saluti agli “amici” reggiani.Un due a uno che sa di liberazione, che scaccia i fantasmi del pareggio ma soprattutto che consente al Parma di guardare con fiducia al match di ritorno. La partita non regala altre emozioni, la curva esulta e aspetta con ansia domenica, il Parma è più vivo che mai ma la pantera non è ancora morta, sarà compito nostro spingere i gialloblu e tornare a casa dal Porta Elisa con la pellaccia del “micione” toscano.

Di Luca Cavallina

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