Messieur Wylan, il tuttocampista di Liverani: corsa, inserimenti e gol

L'infanzia nelle banlieu di Parigi, il calcio per caso, l'infortunio e la famiglia. Il ritratto del nuovo centrocampista del Parma che ha scelto il numero 18

Les Abymes tradotto in italiano significa ‘gli abissi’. Quelli in cui è sprofondato Wylan Cyprien nel punto più alto della sua carriera. Una settimana prima del terribile infortunio al crociato – che condizionò la sua vita calcistica e la storia della stagione del Nizza – Wylan aveva incantato il Parco dei Principi assieme a Mario Balotelli. Andava forte il Nizza, segnò lui con una stoccata da fuori area il punto dell1-1. Dopo sette giorni, Wylan smise di essere Cyprien a causa dell’infortunio, riscoprendosi solo come un ragazzo di 22 anni, al quale le cose sarebbero potute andare diversamente. Ma questo è il calcio, anche questo. In fondo Cyprien neanche ci voleva giocare.

A Les Abymes, dove è nato 25 anni fa, aveva cominciato con basket e palla a mano. Oggi è il secondo giocatore del Parma proveniente dalla Guadalupa francese dopo un certo Lilian Thuram. Wylan si gira spesso indietro, guarda e pensa a ciò che è stato e a ciò che sarebbe potuto essere se non avesse colto al balzo quella palla. Un pallone da calcio che gli cambiò la vita per la seconda volta, la prima fu quando arrivò in Francia con la madre e i fratelli. La seconda fu su un campo da calcio: nelle banlieu di Parigi non se l’è vista benissimo, Wylan. Ha rischiato di perdersi in mezzo ai vicoletti tortuosi della ville lumiere, tra compagnie di ragazzi che giocavano a fare i grandi. La famiglia ha saputo inculcargli valori autentici, avvicinarlo con tanti sacrifici alla scuola e allo sport, la mamma non aveva un lavoro eppure ha fatto di tutto per allontanarlo dalla strada. Nel suo destino c’era il calcio. Ha cominciato quasi per caso, allo stadio Louis Lumière, a pochi metri da dove si allenava il Paris FC (la seconda squadra di Parigi). Era andato per seguire la partita degli amici, ma mancava un uomo. E gli dissero di entrare in campo. Alla fine un allenatore gli consigliò di fare un provino. E così è cominciato tutto, Wylen da lì è diventato Cyprien ed è finito sul taccuino di Real Madrid e Barcellona, prima della rottura del crociato.

Una data spartiacque, quella del marzo 2017. Nel punto più alto della sua avventura a Nizza riportò contro il Caen un infortunio che lo allontanò per tutta la stagione, indebolendo la squadra e scalfendo le certezze di un ragazzo genuino, che si era fatto voler bene da tutti. E che era in rampa di lancio con l’eco fortissima degli 8 gol e dei 3 assist nella Ligue1. Cyprien riportò uno strappo al legamento crociato anteriore. L’infortunio ne frenò l’ascesa. Lo stop, il recupero, la fisioterapia e tanta sofferenza, allentata da Clarisse (la moglie) e Mya (la splendida figlia), dalla famiglia che lo seguirà anche a Parma, pronto a ripartire dopo quattro anni di Nizza. A Liverani servirà un giocatore con le sue caratteristiche: corsa, inserimenti, generosità, forza fisica. Interno in un 4-3-3, si sposa bene tatticamente con il credo del tecnico romano che cerca un centrocampista capace di inserirsi, di andare ad attaccare il pallone, che si porta in valigia – oltre ai sogni di rivalsa – anche i consigli di Patrick Vieira, uno che il calcio l’ha vissuto certamente in prima persona.

                                                

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