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Zirkzee favorito, Pellè aspetta ma può rimontare: tutti appesi al gigante del Parma

L'infortunio di Cornelius apre le porte a Joshua, mentre Graziano dovrà guadagnare posizioni

Graziano Pellè - foto Ansa

In questo periodo di magra, Roberto D’Aversa prova a raschiare il fondo del barile per reperire qualche goccia d’acqua e ridare speranza ai tifosi del Parma, oltre che ai suoi giocatori. Il momento è delicato, gli esperimenti vanno messi da parte per aggrapparsi alle pochissime certezze. Momento delicato, dicevamo, segnato da cinque sconfitte nelle ultime sei partite, se si conta anche quella rimediata a Roma contro la Lazio in Coppa Italia. D’Aversa lo sa, bisogna accelerare per alimentare le residue speranze di salvezza. Il gruppo depresso deve ritrovarsi, cercando di far fede alle vecchie reminiscenze di teoria che ha lasciato in dote il suo allenatore prima dell’interregno di Liverani. La conoscenza in questa fase diventa fondamentale. Per questo D’Aversa potrebbe tornare sui suoi passi, facendo leva sul senso d’appartenenza pungolato nell’ultimo periodo. A fare da traino deve essere l’istinto di sopravvivenza, ma adesso che anche Cornelius ha tirato i remi in barca, colpa di una distrazione muscolare, tocca davvero ai nuovi tirare fuori qualche asso dalla manica. La società ha investito tanto, spinge per far si che gli investimenti possano essere visti dal 1’ in campo, anche se il tecnico sarebbe più propenso a fidarsi di coloro che fino ad ora – va detto – l’hanno lasciato a piedi.

Il Parma però non è solo vecchi o solo nuovi, è vecchi e nuovi insieme. Giocherà chi merita, come sempre da quando D’Aversa siede sulla panchina crociata. L’emergenza attaccanti continua ancora, con Inglese che piano piano è a caccia della condizione psico-fisica di una volta, Cornelius ai box, toccherà probabilmente a Zirkzee rilanciare le sue ambizioni di affermarsi in Serie A, dopo un debutto in chiaro-scuro non certo aiutato dal parziale risultato con il quale ha messo piede in campo. Joshua parla spesso con D’Aversa durante gli allenamenti, il tecnico lo coccola, con quelli di talento bisogna fare così, perché possano crescere e sbocciare quando sarà tempo. Ma se da un lato c’è la pazienza di aspettare, dall’altra la fame e il bisogno crescente di punti impongono al tecnico di accelerare il processo di crescita. Non c’è la fase intermedia, c’è solo da fare più punti possibili, sperando che le altre rallentino.

E che tutti entrano in forma presto. Per un grande sprint. Tra questi il più atteso è Graziano Pellè, che in Serie A non segna da dieci anni: 18 dicembre, Parma-Lecce 3-3. Di gol Pellè ne ha fatti, 126 in giro per il mondo tra club e Nazionale, avrà bisogno di un periodo di adattamento, anche se il ritorno in Serie A è stato rimandato per colpa di un transfer internazionale arrivato in ritardo. La condizione fisica non è certo quella di cui si era fatto portavoce Roberto D’Aversa, dopo lo sfogo a Napoli, in cui denunciava l’esigenza di allenare giocatori pronti. Ma in questo momento anche una mano a mezzo servizio può essere utile. Soprattutto contro una squadra come il Verona che fa delle marcature ad uomo la sua forza. E nel corpo a corpo Graziano Pellè è ancora – forse – una garanzia.

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