tutela idrogeologica e rischio siccità. la politica intervenga.

Chiediamo alla politica un'interrogazione regionale per vagliare il metodo delle esondazioni controllate.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Si torna a parlare di problema siccità, eppure siamo appena nel mese di maggio. Il nostro fiume PO a causa della mancanza di piogge negli ultimi mesi si è ritrovato con il livello idrometrico più basso degli ultimi 10 anni. Le ultime piogge sono state una manna dal cielo, ma fino a quando si potrà andare avanti con le poche risorse idriche che abbiamo? Un problema, quello della siccità, da non sottovalutare viste anche le ultime misurazioni dell'autorità di bacino che ha stimato un calo del 30-40% di acqua nel fiume PO. A complicarci la vita anche un inverno insolito, che con +3 gradi di temperatura rispetto alla media stagionale (analizzando i dati raccolti e indicati dal Centro Europeo di Previsioni Meteo a Medio Termine), non ci ha garantito una buona riserva d'acqua, depauperando così anche le falde. Il presidente del Consorzio di Bonifica, Luigi Spinazzi ha spiegato di ritenere assolutamente necessario la presenza di invasi all'altezza delle esigenze". Per far fronte anche alla necessità irrigua del nostro settore agricolo, la Bonifica ha deciso di dirottare l'acqua dai corsi d'acqua maggiori verso il reticolo collegato alle aziende agricole con maggiore necessità. Siccità già in primavera e alluvioni d'inverno. Un controsenso idraulico, seppur oggi piova in modo diverso ed imprevedibile. Vista la situazione attuale non possiamo permetterci di perdere il bene più prezioso da sempre. L'acqua. La stessa va contenuta il giusto necessario per non farci trovare impreparati nei periodi più caldi. Una contraddizione che paesi come Colorno siano ad alto rischio idrogeologico e che si continui a cercare di trovare soluzioni per evitarlo. Proprio in merito al paese di Maria Luigia, da tempo si discute sulla cassa di espansione sul Baganza, ritenuta insufficiente per la sua tutela. Tale cassa sarà pronta ed in funzione se tutto va bene tra 4 o 5 anni, visti i tempi tecnici di appalto, eventuali ricorsi e lavori, ma non risolverà il problema siccità. Per risolvere il problema siccità si pensa da sempre alle dighe, ma non tutti pensano alle esondazioni controllate. Le esondazioni controllate possono essere la soluzione sia della siccità che della tutela idrogeologica. Trattasi di canali scolmatori realizzabili tra Parma e Colorno ma non solo. Individuare aree apposite dove convogliare l'acqua partendo fin dai monti con accordi tra i vari territori, consentirebbe di portare l'acqua in laghi artificiali utili per i periodi siccitosi o anche volendo per l'itticoltura. Questo sistema consentirebbe di ridurre la portata liquida in alveo abbassando decisamente il rischio idrogeologico. Un sistema che gioverebbe a Parma, a Colorno e a tutti i territori. Non è possibile data la siccità degli ultimi anni, perdere in mare la preziosa acqua invernale. A tal proposito riteniamo utile che la politica interrogasse la regione Emilia - Romagna per capire se vi fosse interesse ad attuare questo saggio sistema e a vagliare fin da subito aree idonee alla realizzazione di invasi e laghi artificiali. Il gruppo civico Amo - Colorno

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