vandalismi a colorno. riccio dato alle fiamme.

Amo Colorno: "L'ora dell'essere tolleranti fino allo sfinimento deve finire. Chi ha compiuto tale gesto paghi".

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Numerosi negli ultimi tempi sono stati gli episodi di vandalismo e inciviltà che si sono verificati nel nostro comune. Dall’abbandono sconsiderato di rifiuti di ogni sorta al deturpamento con graffiti per nulla artistici, di muri, cassonetti dei rifiuti, panchine e persino sulle facciate della nostra stazione. Un exploit costante che ha superato il limite con gli ultimi e ingiustificabili atti estivi. Dallo sradicamento e la distruzione di una panchina si è passati a ben cosa peggiore. In un parco del q.re Cardinazzi è stato addirittura acceso un fuoco in un parco e dato alle fiamme un povero riccio. Una situazione che gela il sangue e che mai avresti voluto vivere in un comune come Colorno. A compiere quest’ultimo gesto atroce, sarebbero stati dei giovanissimi vandali che secondo alcuni concittadini, è stato compiuto per “noia” non avendo un luogo di intrattenimento e svago. Inconcepibile e inaccettabile tale giustificazione, in quanto si configura azione criminosa e violenta. Ricordiamo che maltrattare un animale è un reato penale previsto dall'art. 544-ter del codice penale ai sensi del quale: "1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o con la multa da 5 000 euro a 30 000 euro. 2. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. 3. La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la morte dell'animale." Alla luce di quanto la legge prevede ci vogliamo augurare che chiunque abbia assistito al fatto; si rivolga quanto prima alle forze dell’ordine per garantire a costoro, la punizione che meritano. Una pacca sulla spalla e una lavata di capo, questa volta non può e non deve bastare. Occorre ora riflettere sul come poter arginare il problema. Le telecamere e forse anche delle fototrappole sono senza dubbio essenziali, e consentiranno di identificare gli autori di questi gesti, sanzionandoli a dovere e ove possibile impiegandoli in lavori socialmente utili, atti a ripagare la collettività dei danni causati. Su questo l’attuale amministrazione comunale ha già confermato il suo impegno e di questo la ringraziamo. Sarà doveroso e utile altresì impegnare i giovani in percorsi educativi atti sopratutto ad avvicinarsi al creato e alla natura, e spiegare a tutta la collettività, che il bene comune va tutelato e che quando si deturpa o si distrugge il bene comune tocca all’amministrazione comunale intervenire per riparare il tutto con i soldi versati da noi con i tributi locali. A Colorno è ora di essere duri e irreprensibili. Non vogliamo che questo sia l’inizio di situazioni peggiori. L’ora dell’essere tolleranti fino allo sfinimento deve finire. Solo così cambieranno davvero le cose. Il coordinamento del gruppo Amo - Colorno
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