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Martedì, 7 Febbraio 2023

Nuovo Tardini, scintille al Percorso Partecipativo. Kauber: "Insostenibile perché troppo impattante"

La rappresentante del Comitato Tardini Sostenibile: "Non c'è voglia di informare: i figli e i nostri nipoti devono vivere in un'altra città". Il direttore operativo del Parma: "Sostenibilità Sociale, ambientale, energetica ed economica i cardini di questo nuovo progetto"

Al Cinema Astra sono stati spiegati nel dettaglio ai cittadini di Parma i primi stralci del progetto del Nuovo Stadio Tardini. Non sono mancate le scintille in questa  fase iniziale del Percorso partecipativo. Entra nel vivo il dibattito, con la discussione che si è accesa sulla bozza progettuale presa in esame. C’erano almeno un centinaio di persone in platea, gran parte di loro esponenti dei Comitati Cittadella futura e Tardini sostenibile. Il dibattito è stato moderato da Filippo Ozzola, tra i presenti anche il Managing Director Corporate del Parma, Luca Martines. Sul palco il coordinatore del Percorso di Partecipazione che ha diretto il traffico diventato, a un certo punto, intenso nel momento in cui il Direttore Operativo del Parma, Stefano Perrone ha spiegato i vari passaggi già presenti nel dossier. "Sostenibilità Sociale, sostenibilità ambientale, energetica ed economica saranno i cardini di questo nuovo progetto - spiega Perrone -. Aree cortilizie grandi per poter gestire lo spazio prima di arrivare all'ingresso dello stadio.  Potremmo riempirli con un campo da basket, perché no o da skate. Sfrutteremo le cosiddette funzioni ibride urbane che oggi fatichiamo a concepire perché non ci sono. Noi non vogliamo la piazza chiusa, come Tardini quando ha posato la prima pietra, vorremmo una cittadella dello sport. La novità principale rispetto al progetto precedente è rappresentata dalle caratteristiche che presenta la facciata: non sarà più in acciaio Corten ma in alluminio. Un prodotto che è totalmente riciclabile. Non avrà attività di riflesso, sembra una pietra liscia, abbinato alle parti moderne. Non ci saranno più le torri per l'illuminazione, quelle alte 45 metri. Non sono fondamentali, danno un effetto luminoso eccezionale, ma essendo troppo in alto si disperde la luce. E si crea inquinamento luminoso". 

Alla fine della spiegazione, Anna Kauber del comitato Tardini Sostenibile, ha spiegato le sue ragioni che condivise dalla maggior parte dei presenti in sala. "Questo progetto è insostenibile ed estremamente impattante". 

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