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violenza sulle donne. il 2020 anno nero per i femminicidi. ben 91 in 11 mesi.

I lockdown per il Coronavirus, hanno peggiorato le cose. Occorre fare molto di più. Il codice rosso non è sufficiente.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday In Italia ogni 3 giorni si commette un femminicidio. In almeno 1 coppia su 10 le donne subiscono violenza fisica, sessuale o psicologica e questo 2020 contrattistinto da vari lockdown a causa dell’epidemia da Coronavirus, ha visto purtroppo ben 91 decessi . Dati allarmanti quelli della violenza sulle donne, dove uomini che non possiamo ritenere tali, approfittando della loro superiorità fisica, opprimono quotidianamente coloro che dovrebbero amare e proteggere. E' statistico che la maggior parte dei soprusi avviene all'interno delle mura domestiche. Una situazione che quest'anno, aimé, a causa dei vari lockdown per Coronavirus, è diventata traumatica. Tante donne si ritrovano costrette a vivere con il loro abusatore troppe ore della giornata e spesso capita la tragedia. Una situazione davvero drammatica incentivata anche dalla mancata denuncia o richiesta di aiuto alle forze dell'ordine. Quando ci si trova nel contesto è difficile uscirne, e a denunciare non si pensa nemmeno, per paura o perché le donne vengono annientate fin dal profondo. Diviene così sempre più difficile cercare di evitare di arrivare al culmine di una tragedia. Il 25 novembre, giornata internazionale delle donne vittime di violenza, è doveroso rimarcare in primis la necessità di condannare tutti gli stereotipi e i pregiudizi che ancora si annidano su questo tema. Occorre l'impegno morale di tutti per diffondere la giusta idea che la donna è pari all'uomo e come tale merita rispetto. Occorre riuscire a far comprendere che la donna non è un oggetto di piacere, bensì un pilastro fondamentale della società. Occorre ricordare che una donna può dare la vita o insegnare più di quanto si possa immaginare. Non dimenticherò mai di rimarcare la necessità di garantire giustizia per le famiglie delle vittime. Non si può pensare che con l'incapacità d'intendere e volere, dopo un omicidio, si finisca in una struttura sanitaria di recupero per pochi anni. Non è rispettoso nei confronti del dolore di famiglie distrutte che mai potranno tornare a vedere la luce. Atto dimostrativo da parte della vera Giustizia è condannare duramente violenza ed omicidi, senza attenuanti e senza pene alternative. Ritengo fondamentale che lo Stato dimostri la sua durezza per tali reati. Ritengo essenziale anche lavorare ogni giorno partendo fin dai giovanissimi, istruire e formare le nuove generazioni, ad un'educazione adeguata nei confronti dell'altro sesso. Il "codice rosso" non basta. Bisogna garantire dignità alla donna. Occorre garantire loro una casa, nel caso in cui vogliano lasciare il tetto coniugale dopo aver subito violenze o abusi. Occorre sostenere la donna in maniera totalmente gratuita, dal legale, agli psicologi a tutte le visite mediche necessarie. Un paese che non difende le proprie donne, al pari di un fiore appena colto, è un paese arretrato e sbagliato, ed io non voglio un paese così. Ci sia l'impegno reale della politica tutta, affinché davvero si lavori con un unico obbiettivo comune: la difesa della donna. Colgo l’occasione per informare che il gruppo civico Amo - Colorno, nella giornata del 25 novembre, alle ore 14:30, presso il parco di via Pasini di Colorno, in prossimità della panchina rossa, si incontrerà per una preghiera e qualche minuto di silenzio. Il tutto nel rispetto delle norme anti - Covid, con distanziamento sociale e mascherine. Chi vorrà potrà portare un fiore da lasciare sulla panchina. Nicola Scillitani
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