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"Tutto Tofu": impariamo a conoscere il tofu

Parlarne come alimento insapore è inesatto e riduttivo, poiché per conoscerne i segreti servirebbe un corso come quello organizzato il 13 aprile al B&B "Il Richiamo del Bosco"

tofu

E’ uno dei tanti travestimenti della soia… Di cosa si tratta? Del tofu, panetto di colore bianco e consistenza cremosa, e anche legume dalle particolari proprietà nutritive che, oltre a fornire proteine di ottime valore biologico, rappresenta una valida alternativa a carne, uova e formaggi, come sanno bene vegetariani e vegani. Parlarne come alimento insapore è inesatto e riduttivo, poiché ci sono cose da sapere sulle varietà e sulle ricette di cui è elemento base che, per illustrarle tutte, servirebbe un corso, come quello organizzato dal B&B “Il Richiamo del Bosco”, situato nel Parco Regionale Boschi di Carrega a Sala Baganza (PR), sabato 13 aprile. “Tutto Tofu”, questo è il titolo dell’evento, si svolgerà dalle 14.30 alle 17.30, con corso e degustazione finale al costo di 50 euro a persona, in compagnia della naturopata Tiziana Castelluccio che svelerà segreti utili alla preparazione di gustosi ed invitanti piatti vegan coinvolgendo i partecipanti nell’assaggio delle ricette e dando modo, a chi non vuole aggiungere il tofu nella propria dieta per l’incapacità di cucinarlo, di sapere tutto sul “formaggio asiatico”. Di origine cinese, tofu significa “carne senza osso”, è completamente privo di colesterolo e lattosio, povero di calorie ma ricco di calcio e proteine, è diffuso soprattutto in varie nazioni dell’estremo Oriente e, nonostante di per se abbia un gusto piuttosto blando, ha la capacità di assorbire facilmente i sapori degli ingredienti cui viene mescolato amalgamandosi alla perfezione con essi. “Tutto Tofu” è un evento fuori dall’ordinario, anche occasione per aprire la mente verso un modo di cucinare alternativo e orientato verso il rispetto degli altri esseri viventi, inoltre non si può tralasciare lo scenario che ospita il B&B “Il Richiamo del Bosco”, immerso nel Parco Regionale Boschi di Carrega (primo protetto nell’Emilia Romagna), in cui la filosofia completamente eco nasce progettata per essere in armonia con l’ambiente e realizzata secondo le direttive ecologiche più coerenti (come il riscaldamento alimentato tramite pannelli solari termini, caldaia a legna e caldaia a condensazione). Nella struttura, ricoperta da un cappotto di 10 cm, il tetto è coibentato con lana di roccia, e le enormi finestre sono ad elevata efficienza energetica per evitare qualsiasi tipo di dispersione del calore, e dunque di spreco. Anche l’illuminazione è ovviamente a risparmio energetico. “Il Richiamo del Bosco” è abbracciato da un bosco di querce, faggi, castagni e rovere, mentre i materiali utilizzati per l’arredo sono il legno locale e in pietra dell’Alto Adige (quarzite argentata). Tutto è studiato per creare continuità tra l’interno e l’esterno, come se le stanze non avessero pareti e la casa diventasse il proseguimento naturale del suo stesso territorio. Informazioni e prenotazioni tramite B&B “Il Richiamo del Bosco” (via Capanna 18, 43038 Sala Baganza, PR) www.ilrichiamodelbosco.it e info@ilrichiamodelbosco.it, oppure ai numeri 0521 1817490, 335 8388895. Come non chiudere questo pezzo con un ottimo suggerimento, ossia una ricetta sulla preparazione del tofu per i più volenterosi: mettete a bagno per una notte 300 grammi di fagioli di soia. Scolateli e passateli nel frullatore, quindi versate la purea in una pentola con circa 5 litri di acqua, poi portate ad ebollizione e cuocete per 5 minuti mescolando. Aggiungete un po' d'acqua fredda, riportate ad ebollizione e ripetete per tre volte. Filtrate il liquido di cottura, fatelo scaldare senza arrivare a cottura e poi fatelo coagulare con mezzo bicchiere di succo di limone. Lasciate riposare finché la parte coagulata si separerà dal liquido bianco, poi scolate il tofu in un recipiente rivestito da un canovaccio a trama sottile, pressandolo con un peso. Infine, il tofu si conserva in frigo per una settimana, immerso nell'acqua cambiata spesso. E’ sicuramente meglio una “bistecca” di tofu, piuttosto che un cadavere nel piatto.  

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