Roccamurata, cava di amianto Le Predelle: esposto alla Procura

La cava è considerata ad alto rischio sanitario per il tipo particolare di ofiolite contenuta nelle pietre, la tremolite, molte case del paese presentano lesioni e le strade adiacenti mostrano cedimenti

Con un esposto alla Procura della Corte dei Conti di Bologna, il comitato No Cava Le Predelle di Roccamurata, Borgotaro, ha deciso di alzare il tono dello scontro sulle problematiche connesse all'escavazione della cava di ofiolite, non avendo avuto dagli enti locali le risposte a lungo attese.
Tutto ha inizio nel giugno del 2004 quando il Comune di Borgotaro e la società Scavi e Strade siglano un accordo convenzione per la coltivazione della cava Le Predelle, situata tra Gorro e Roccamurata, a pochi chilometri dal capoluogo.

Dopo 5 anni di escavazione lo stesso Comune concesse una proroga di un anno, per cui i lavori si sarebbero dovuti concludere nel giugno del 2010, con il ripristino e rinaturalizzazione dell'intera area.
Purtroppo passato oltre un anno l'enorme voragine è ancora lì e nessuna opera di risanamento e valorizzazione è stata messa in atto, anzi, i lavori sono proseguiti anche senza l'autorizzazione.

"A nulla sono valse la molteplici raccomandate che i residenti hanno inoltrato al comune di Borgotaro - si legge in una nota della Rete Ambiente Parma - dove veniva denunciato il problema e si chiedevano gli atti relativi alla pratica di concessione.
Situazioni legate a scadenze non rispettate ma anche alle opere non portate a termine. Opere previste dalla convenzione sottoscritta dall'azienda che ha tratto lucro dall'attività estrattiva. Fatti anche preoccupanti, come ad esempio la sparizione di due strade comunali e la loro inaccessibilità, visto che sono diventate parte della cava stessa.

Gli stessi manufatti, comprendenti una pesa mobile, sono ancora presenti sul posto e la preoccupazione dei residenti è quella di un ipotetico riavvio delle opere di escavazione che visto l'enorme voragine, si ipotizza possano essere alla base degli imponenti fenomeni franosi che hanno lesionato molte abitazioni della zona".

La cava Le Predelle ha anche evidenziato un rischio sanitario, legato al particolare tipo di pietra prelevato, appunto ofiolite, che contiene fibre di amianto. Anzi la cava Le Predelle è considerata ad alto rischio proprio per il tipo particolare di ofiolite contenuta nelle pietre, la tremolite.
La situazione di Roccamurata è stata oggetto anche di una interrogazione regionale, che ha messo in evidenza lo smottamento e l'attività della cava ancora attiva nel dicembre del 2010 a cui fu fatta seguire la sanzione del comune di Borgotaro alla ditta escavatrice.

Tra gli abitanti rabbia e forte preoccupazione: per la loro salute ed anche per la tenuta statica delle loro case. Da paradiso la zona si è via via trasformata in un piccolo inferno, costellato di timore, paura, senso di abbandono.
Le abitazioni di Roccamurata presentano lesioni e forti fessurazioni, così come le strade vicine alla cava mostrano preoccupanti cedimenti, anche se gli enti locali hanno subito negato correlazione tra l'enorme voragine della cava e i fenomeni franosi.

"La situazione di Roccamurata è a dir poco esplosiva. Ora la Procura di Bologna è al corrente di tutte le situazioni, corredate di ampia documentazione e ci si aspettano a breve sviluppi importanti. E' il comitato No Cava le Predelle che si è fatto carico di supportare la popolazione creando uno spazio virtuale sul web www.roccamurata.come, che è stato molto utile per fare informazione dove il silenzio e le bocche chiuse avevano sempre la meglio sulla protesta".

La prima lettera del comitato del marzo scorso
La prima risposta del comune di Borgo Val di Taro
La seconda lettera del comitato
La seconda risposta del comune di Borgo Val di Taro

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