"Nei nostri occhi la sofferenza di ogni paziente: non dobbiamo mollare"

Viaggio tra gli operatori in prima linea per soccorrere i pazienti con coronavirus: il racconto di una giornata con i volontari della Croce Azzurra di Traversetolo

La vestizione dell'operatore della Croce Azzurra di Traversetolo. foto: Christian Donelli/ParmaToday

Operatori sanitari e volontari delle associazioni del territorio di Parma e provincia ad ogni ora, del giorno e della notte, da settimane, lavorano instancabilmente per assicurare la presenza e il soccorso a tutte le persone che avvertono i sintomi tipici del coronavirus e che hanno necessità di essere trasportate negli ospedali, per sottoporsi ai test che - in molti casi - risultano positivi. Ogni giorno, come mostrato dai dati ufficiali diffusi dalla Regione Emilia-Romagna, infatti anche nella nostra città e nella nostra provincia si registrano decine di nuovi casi e - purtroppo - anche numerosi decessi. La Croce Azzurra di Traversetolo è una delle realtà che si sono mobilitate e organizzate per affrontare l'emergenza. Il presidente Alex Uccelli da settimane sta affrontando l'emergenza sanitaria, insieme ai tanti volontari, agli infermieri, ai formatori e agli operatori sanitari.

Ogni giorno - solo il centralino di Traversetolo - riceve in media una ventina di chiamate per persone con sintomi sospetti da coronavirus. Davanti all'ambulatorio della Guardia Medica  - che è sempre rimasto attivo per gestire le altre emergenze -  è stata installata anche una tenda di pretriage per i pazienti con sintomi sospetti da coronavirus. 

Come vi siete organizzati per gestire l'emergenza coronavirus? 

"Per i sospetti di coronavirus - racconta a Parmatoday il presidente della Croce Azzurra di Traversetolo Alex Uccelli - abbiamo a disposizione due ambulanze specifiche: la India, con l'infermiere a bordo e la Traversetolo 3 C che in questi giorni sta effettuando i trasferimenti dall'ospedale all'abitazione di alcuni pazienti, positivi al coronavirus, che vengono mandati a casa. C'è un discorso di tracciabilità del paziente: se è positivo al coronavirus, non può muoversi autonomamente sul territorio. Il nostro centralinista organizza tutte le ambulanze: qui arrivano anche tutte le chiamate di Guardia Medica sui territori di Traversetolo e Montechiarugolo. E' un'attività di continuità assistenziale alla sera, dopo che i medici di base hanno chiuso gli ambulatori. In media al giorno ci sono circa una ventina di chiamate per sospetti da coronavirus. Le altre patologie sono calate ma i servizi sono comunque aumentati. Ora, a differenza di qualche settimana fa, facciamo dimissioni anche di notte". 

Come e in quali condizioni di sicurezza avviene il trasporto di un paziente con sospetta positività da coronavirus? 

"L'ambulanza Covid -19, un mezzo utilizzato appositamente per questo tipo di uscite, dopo il trasporto di un sospetto caso di coronavirus - deve obbligatoriamente rientrare per la sanificazione. Fino a pochi giorni fa veniva effettuata nel nostro capannone della Protezione Civile: da questa settimana il comitato provinciale di Protezione Civile ha attivato strutture dove poter sanificare le ambulanze, negli ospedali di Parma, di Vaio e a Borgotaro. L'ambulanza, dopo essere arrivata al Pronto Soccorso, si reca in questre strutture, dove viene sanificata e poi è pronta a ripartire per un nuovo servizio". 

Quando l'ambulanza arriva al domicilio di una persona che ha comunicato di avere i sintomi, quali sono le procedure da seguire? 

"Il paziente viene vestito con una tuta, i guanti e un camice per cercare di ridurre il rischio di un possibile contagio, anche attraverso le superfici dell'ambulanza. L'operatore indossa un tuta per il rischio chimico, calzari - sopra l'uniforme dell'associazione - tuta, occhialini, maschera almeno Ffp2, due paia di guanti, di cui uno viene nastrato tra il guanto e il polso della tuta e il secondo viene indossato sotto e sono quelli che vengono continuamente cambiati. Quando l'ambulanza arriva in ospedale, dove c'è la bonifica della macchina, l'operatore viene svestito: la stessa attenzione ci deve essere anche nella svestizione. In questi momenti sia chi aiuta sia chi si sta svestendo è a rischio di contagio.

Come avviene, a livello tecnico, la sanificazione delle ambulanze? 

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"Per ogni paziente usiamo un kit: ad ogni trasporto viene poi tutto buttato in quanto parte contaminata. La sanificazione delle ambulanze negli ospedali viene fatta atomizzando acqua ossigenata, qui invece noi utilizziamo cloro ad alta concrentrazione per le superfici del pavimento e alcol a 70 gradi per tutte le superfici verticali o dove ci sono strumenti che, in questo tipo di ambulanza, sono ridotti al minimo. Tutti gli interventi che effettuiamo, anche quelli non relativi al coronavirus, vengono gestiti con un minimo di sospetto. In alcuni di essi ci sono state delle problematiche: abbiamo fatto dei trasporti di pazienti traumatici che poi si sono rivelati positivi al coronavirus. Oggi la soglia di attenzione è molto più alta".

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