“Così siamo ripartiti e le cose vanno meglio del previsto”

I negozi del centro tra divieti e ingressi contingentati: “Le difficoltà è nella sanificazione degli indumenti”

Siamo ripartiti: lentamente, molto lentamente, ma siamo ripartiti. C’è una voglia di normalità che esiste in tutti”. Sono i commessi dei negozi del centro che parlano così. Nascosta tra le pieghe degli abiti continuamente agghindati alle vetrine del centro si nasconde – non benissimo – la voglia di tornare alla vita di sempre. Seppure con tutte le limitazioni del caso. Parma si è preparata per vivere questa fase due preparata nei minimi dettagli, soprattutto per quanto riguarda i negozi di abbigliamento.

Locali sanificati, messi in sicurezza e in muniti di plexiglass alle casse, di centri igiene con gel disinfettante e guanti preceduti da nastri che delimitano le file e separano di un metro e mezzo un cliente dall’altro. Chi è fuori aspetta in maniera rigorosa, senza neanche lamentarsi: “Ormai ci siamo abituati – dice una cliente – speriamo solo di non ricadere nel dramma”. Quella voglia di normalità che esiste in tutti, come diceva la titolare di un negozio d’abbigliamento in un borgo del centro spinge tutti a sorridere e sperare:La gente ha qualche problema nell’adeguarsi, si annoia per l’attesa.  Questo va a discapito nostro. Ma riusciamo comunque, almeno nei primi giorni, a gestire il flusso che non è di enorme portata, sia chiaro. Ma è normale che sia così. Noi abbiamo prima di tutto sanificato il negozio prendendoci cura della pulizia generale, abbiamo sanificato gli abiti, tutto a spese dell’azienda chiaramente. Ripartiamo con passione e fiducia, garantendo sicurezza a tutti. E’ chiaro che la gente abbia qualche rimostranza ma non possiamo dire che abbia paura, perché se avessimo paura staremmo chiusi dentro casa. Lo shopping, il nostro caffè, la nostra routine diciamo così: ci mancano. Ma dobbiamo prendere in considerazione di stare attenti a noi e ai nostri cari. Quindi manterremo la distanza, ci occuperemo della pulizia e dell’efficienza delle protezioni. La gente viene a farci visita, è un pochino timorosa chiaramente, l’afflusso non è quello abituale, chiaramente l’accessorio diventa più inutile”.

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E le difficoltà non mancano. “Per quanto riguarda gli abiti – dice una commessa – abbiamo l’input del far provare meno possibili i capi con un tempo più lungo per il cambio abiti eventuale. C’è gente che lo porta a casa. I resi, diciamo così, gli abiti che non vengono acquistati, vengono messi in uno spazio apposito e sanificati per essere poi mandati indietro. L’iter è lungo, dobbiamo però attenerci alle regole. La difficoltà maggiore è dovuta alla gestione dei piani del negozio – racconta un titolare di un negozio – bisogna dare un’occhiata a entrate e uscite, al numero di persone che si affollano nel locale.  I nostri clienti ci hanno aspettato, la partenza perà è stata buonissima e siamo contenti.  Preferiscono portarli a casa e provarli, non c’è il problema della prova che vengono tenuti da parte e sanificati . un bell’iter. Sono condizioni difficoltose per noi e per loro ma speriamo vada bene tutto”.

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