Lampade UV accese come normali lampade nell'albergo: ecco perchè 108 persone sono finite al Maggiore

Allertati nella notte di sabato, i professionisti dell’Igiene Pubblica dell’Ausl hanno fatto le verifiche nella palestra dell'Hotel di Monticelli domenica 25 febbraio: tutte le persone sono state dimesse con prognosi dai 2 ai 5 giorni

Sono state tutte dimesse nella giornata di ieri le 108 persone che sabato notte sono arrivate all’Ospedale Maggiore manifestando bruciore agli occhi e arrossamento della cute. Si tratta degli ospiti dell’Hotel Terme di Monticelli, che hanno partecipato ad una festa nella palestra messa a loro disposizione e che, a partire dall’ora di cena di sabato 24 febbraio, avevano iniziato ad accusare tutti gli stessi sintomi. Nella notte di sabato è dunque scattata la chiamata al medico reperibile dell’Igiene pubblica dell’AUSL. Domenica mattina 25 febbraio, il medico e il tecnico della prevenzione del Servizio Igiene e sanità pubblica dell’AUSL hanno svolto un sopralluogo nella palestra, dove hanno raccolto informazioni, scattato fotografie e hanno redatto e consegnato il verbale. Non è stata rilevata nessuna violazione di norma, né sono state segnalate contestazioni ai titolari dell’Hotel.

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Le lampade UV (ad ultra violetti) ai soffitti della palestra sono le responsabili dei fastidi a occhi e pelle degli ospiti dell’albergo: la prolungata esposizione alla loro luce ha causato i disturbi. In realtà, queste lampade sono utilizzate dal personale della struttura per la disinfezione dei locali, pratica regolare se eseguita nei tempi e con le modalità corrette. Il problema è sorto quando queste luci sono state accese e utilizzate come normali lampade da illuminazione, nonostante gli interruttori fossero all’interno di un quadro elettrico chiuso posto al di sopra degli interruttori della luce e nonostante le stesse emanassero una luce particolare, fluorescente.
Le 108 persone coinvolte che si sono presentate all’Ospedale Maggiore sono state visitate nei ambulatori di oculistica e sono state dimesse con prognosi lieve, mediamente dai 2 ai 5 giorni.

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