'Ndrangheta e cocaina: arrestato a Parma studente di Economia, figlio del boss Avignone

Uno studente fuori sede di Economia all'Università degli Studi di Parma, il figlio del boss Guerino Avignone, è stato arrestato a Parma nell'ambito dell'inchiesta condotta dai finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria di Firenze

La cocaina nascosta nei blocchi di marmo

Uno studente fuori sede di Economia all'Università degli Studi di Parma, il figlio del boss Guerino Avignone, è stato arrestato a Parma nell'ambito dell'inchiesta condotta dai finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria di Firenze che hanno effettuato arresti in molte città italiane contro lo spaccio internazionale di droga che, secondo le accuse nei confronti dei 16 arrestati, sarebbe stata gestita dall'ndrangheta. Sono stati sequestrati 280 chili di cocaina. 

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori la cocaina veniva importata via mare da Perù ed Ecuador e nascosta in container che trasportavano banane, cerniere lampo e manufatti in marmo. Carichi di copertura per generi di prima necessità e di artigianato che hanno rivelato altro. In un caso era addirittura stato creato un doppiofondo in un container per aggirare i controlli doganali: la droga era circondata da della schiuma espansa non venendo rilevata dalle scansioni del sistema security. Solo il fiuto dei finanzieri ha permesso di trovare chili e chili di polvere bianca.

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Dopo tre anni di indagini i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Firenze – gruppo investigativo criminalità organizzata (Gico) – hanno eseguito stamani, nelle province di Reggio Calabria, Bologna, Alessandria, Palermo, Modena, Parma, Genova, Milano e Pavia, 16 arresti nei confronti di soggetti (prevalentemente di origine calabrese) collegati alle “ndrine” degli Avignone e dei Paviglianiti, rispettivamente di Taurianova e di San Lorenzo, in provincia di Reggio Calabria. Ventotto in tutto gli indagati. 

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