Parmalat, 880 mila euro allo studio legale. Accertamenti del Tribunale

A Francesco Gatti, legale di fiducia dei francesi e consigliere di Parmalat, sarebbero andati, tramite il suo studio legale, 878 mila euro dal gruppo di Collecchio per la consulenza nell'acquisizione di Lactalis

L'acquisto di Lag dall'azionista di controllo Lactalis potrebbe non essere un grande affare per Parmalat, come sospettano la Consob e la magistratura. A Francesco Gatti, legale di fiducia dei francesi e consigliere di Parmalat, sarebbero andati, tramite il suo studio legale, 878 mila euro dal gruppo di Collecchio per l'attività di consulenza prestata nella contestata acquisizione, inclusi 94 mila euro di rimborsi spese. Si tratta, emerge dal bilancio di Parmalat, di gran parte degli 1,16 milioni versati nel 2012 allo studio d'Urso Gatti Bianchi. Già nel secondo semestre del 2011 le consulenze di Gatti, entrato nel cda di Parmalat su indicazione di Lactalis, assistita dal legale nell'opa sul gruppo di Collecchio, erano state remunerate con 400 mila euro. Gatti si è occupato degli aspetti legali di un'altra operazione finita nel mirino della Consob, l'organizzazione di quel cash pooling che aveva accentrato in Francia la gestione del 'tesoretto' da 1,4 miliardi accumulato dall'ex Ad di Parmalat Enrico Bondi. Sui compensi di Gatti e sulla correttezza delle procedure con cui è stata assegnata la consulenza - in quanto consigliere il legale è parte correlata - hanno acceso un faro la Consob e il Tribunale di Parma.

Il Tribunale di Parma ha infatti chiesto al commissario Angelo Manaresi, chiamato dallo stesso tribunale a controllare che l'acquisto di Lag sia nell'interesse di tutti i soci e non solo di Lactalis, di accertare anche "la congruità del corrispettivo percepito" dallo studio di Gatti per le prestazioni sull'operazione Lag e sul cash pooling. Tema sul quale, assieme a quello delle procedure seguite per l'assegnazione della consulenza, si è già appuntata l'attenzione della Consob, che da mesi collabora con la Procura di Parma per far luce sull'acquisto di Lag. Proprio la carenza di controlli sulla corretta applicazione delle procedure in materia di parti correlate è all'origine del procedimento sanzionatorio avviato dall'authority nei confronti del collegio sindacale di Parmalat, esautorato dal tribunale con la nomina del commissario ad acta.

E sempre il tribunale ha rimosso Marco Reboa, fino al 2011 sindaco di Lactalis Italia e di Galbani, dalla presidenza del comitato parti correlate di Parmalat, decisivo nel dare il via libera all'operazione nel maggio 2012. Così come sotto scrutinio è finita l'indipendenza di Mediobanca, autrice della fairness opinion che aveva giudicato congruo il corrispettivo inizialmente pagato per Lag. Piazzetta Cuccia, che in qualità di advisor di Parmalat aveva anche promosso il cash pooling con Lactalis, aveva infatti contribuito a finanziare l'opa dei francesi. Sia Reboa che Gatti sono indagati dalla Procura di Parma per il reato di appropriazione indebita aggravata, assieme al presidente di Parmalat, Franco Tatò, all'Ad Yvon Philippe Guerin, al direttore generale operativo, Antonio Vanoli, e al consigliere Antonio Sala, numero uno di Lactalis Italia, estromesso dal Cda per ordine del tribunale.

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