Pizzarotti e Ferraris indagati: i commenti della politica cittadina

Patrizia Maestri: "All'epoca le nomine erano parse "strane" sia per la scelta di professioniste che non rientravano nell'elenco dei nominativi che partecipavano al bando che per la provenienza, non dal mondo della lirica"

I primi commenti della politica cittadina alla notizia dell'indagine nei confronti del primo cittadino a 5 Stelle Federico Pizzarotti e dell'assessore alla Cultura Laura Ferraris in merito alla vicenda delle nomine di Barbara Minghetti e Anna Maria Meo ai vertici del Teatro Regio. 

MAESTRI: 'LE NOMINE ERANO PARSE STRANE' - La parlamentare del Pd Patrizia Maestri commenta a Parmatoday la notizia delle indagini a carico del sindaco Pizzarotti e dell'assessore Ferraris: "I fatti sono quelli descritti. Vedremo come andranno avanti le indagini. All'epoca le nomine erano parse "strane" sia per la scelta di professioniste che non rientravano nell'elenco dei nominativi che partecipavano al bando che per la provenienza, non dal mondo della lirica"

PAGLIARI: 'PREDICARE BENE E RAZZOLARE MALE': "La giustizia farà il suo corso. Sono un garantista e, quindi, sulla vicenda giudiziaria non mi pronuncio. Attendo gli sviluppi. Posso solo ribadire le ragioni che mi hanno guidato nella contestazione di quella operazione: la 'svendita' del ruolo, del prestigio e soprattutto della storia del Teatro Regio di Parma e la sottovalutazione della necessità di rilanciare e qualificare la stessa struttura in funzione del festival Verdi, che ha una potenzialità per Parma, la provincia e per il Paese. Ciò premesso la vicenda è emblematica del modo in cui l'amministrazione 5stelle applica i principi della trasparenza, della buona amministrazione e dell'imparzialità. Della serie: predico bene e razzolo male". E' quanto afferma il senatore del Partito Democratico Giorgio Pagliari, che ha presentato l'esposto da cui è partita l'inchiesta sul Teatro Regio che ha portato all'avviso di garanzia per il sindaco Pizzarotti e l'assessore alla cultura di Parma".

GHIRETTI: ' Ho una storia politica, lavorativa e culturale legate a principi di grande libertà e di garantismo vero ma le indagini avviate dalla Procura sulle nomine al Teatro Regio, tralasciando per un momento la loro stretta valenza giudiziaria, raccontano prima di tutto di un modo di amministrare la città che il sindaco Pizzarotti ha messo in atto fin dal primo giorno del suo mandato. Una modalità che ha fatto della prepotenza, dell'arroganza e della spregiudicatezza i suoi cavalli di battaglia. Dal rispetto del programma elettorale alle promesse sull'inceneritore, dalla gestione delle partecipate alle varie nomine effettuate in questi anni sempre il Sindaco si è distinto per un approccio dirigistico che non ho mancato mai di contestare dentro e fuori dal Consiglio comunale. Sulla gestione del Teatro Regio poi da tempo lamento quella mancanza di trasparenza che mi pare il vero segno politico di queste indagini. Verranno poi i giudizi nel merito e la formalizzazione di eventuali accuse ma un dato non può essere a questo punto sottaciuto: dopo quattro anni la città si trova ancora esposta ad indagini, inchieste e contestazioni che non fanno certo il bene di questa comunità. Dalle dimissioni del precedente comandante della Polizia Municipale Patrizia Verrusio, all'inchiesta su Parma Gestione Entrate per arrivare a quest'ultima gravissima ipotesi di reato che, pur augurandomi che possa trovare chiare ed esaustive spiegazioni, rimane un fatto grave che mina la credibilità dell'intera maggioranza.

PELLACINI (UDC) - "A sentire Pizzarotti la buona fede giustifica i mezzi" "Pizzarotti aveva assicurato pubblicità e visibilità per Parma, ci è riuscito con le ultime notizie. La “buona fede” giustifica i mezzi, a sentire Pizzarotti. Così la guardia di finanza indaga per abuso d’ufficio sulla vicenda del Teatro Regio che ha portato alla nomina del direttore generale. Parole, quelle sulla buona fede, che in questi giorni ricorrono come un mantra, sulle multe cancellate agli amministratori 5 Stelle, sul Regio e chissà in quale altro ambito le si riuscirà a infilare. Forse anche nel caso Ex Stimmatini, sono in attesa che la Procura mi chiami per chiarire come potessero esserci due documenti diversi con la stessa data e stesso numero di protocollo. Oppure di “buona fede” si può parlare anche per le occupazioni abusive, forse anche su Mater, su Tep e chissà quante ancora.

Sul caso del Teatro Regio sono già intervenuto a gennaio 2015, al momento dell’assegnazione del posto. Cancellare il bando emesso dal commissario Ciclosi per aprirne uno successivo che va a finire in un cassetto per poi ricorrere a una telefonata è proprio l’idea contro cui il Movimento 5 Stelle e Pizzarotti dicevano di volersi schierare. Eccolo lì il sindaco delle giravolte: “Sono per la trasparenza” e appena c’è da essere trasparenti si gira, nascondendosi, e fa una telefonata tutta pissi-pissi bao-bao.

Ci spieghi allora quale sarebbe la “buona fede” in questo caso: spendere meno? Ottenere risultati migliori per il teatro? Accontentare i parmigiani?

Ricordo che al Regio sono arrivate le proposte dei più importanti Sovrintendenti d’Italia, persone capaci con esperienza pronte a mettersi al servizio. Il curriculum approvato non sembrava così importante nel campo del teatro d’opera.

Tanto per cambiare, la chiamata diretta è stata fatta senza i necessari parametri, senza un contraddittorio e senza un minimo spiraglio di democrazia come da tradizione 5 Stelle. Che dire poi delle pesanti voci di interferenze al momento della scelta? Solo la magistratura potrà dare una risposta.

Il Sindaco disse che la scelta del direttore generale sarebbe stata fatta in base al progetto culturale, una volta nominato il direttore generale ci si accorse che di progetto non c’era la benché minima idea, di cosa fare per il teatro e nemmeno per la città.

Proprio questo è il punto, il tempo ha svelato che questa Amministrazione non ha nessuna idea e nessuna capacità da mettere in campo per una città come Parma"

5 STELLE: 'PIENO SOSTEGNO A PIZZAROTTI' - Il Movimento 5 Stelle di Parma è con il sindaco Pizzarotti, che in questi anni ha sempre dimostrato di essere un’istituzione corretta e responsabile, al servizio della città e dei cittadini. Confidiamo totalmente nel lavoro della magistratura, chiamata a chiarire la vicenda nel più breve tempo possibile. Indagine nata - è bene ricordarlo - dopo gli esposti del Partito Democratico. Attorno alle nomine del Teatro Regio c’è chi ha pensato al bene del Teatro, che oggi ha risanato i suoi debiti e sta iniziando una stagione di rilancio, e chi, purtroppo, ha pensato invece alla caciara politica. Prendiamo atto anche di questo.

In questo senso il fallimento di questa amministrazione è evidente e sotto gli occhi di tutti. Fossi io al posto di Federico Pizzarotti, con la sua storia, i suoi continui ditini puntati, il suo amore per le patenti di onestà, non aspetterei un attimo a trarre le conclusioni di tutto ciò, e dico ciò forte del fatto che il sottoscritto nel 2011 si è dimesso, con altri colleghi, senza che vi fossero indagini della magistratura a proprio carico. Ma conoscendo l'attaccamento del sindaco alla propria poltrona, sono certo che vorrà andare avanti e, se possibile, non ammettere alcun errore o passo falso. In questo avremo la prova provata di una voglia di protagonismo che non guarda in faccia a nessuno: dalle regole democratiche all'interesse di una città che quattro anni fa espresse un voto quasi plebiscitario nella speranza di un cambiamento promesso e mai nei fatti messo in atto. Se vuole rimanere al suo posto faccia pure, vorrà dire che ci vedremo nel 2017 e sarà un piacere mandarlo a casa senza scorciatoie, rimettendo al giudizio della città tutti i suoi errori e le sue incoerenze quotidiane.

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