Public Money, 3,5 mln pubblici per l'immagine di Vignali

Dalle intercettazioni ambientali raccolte dagli inquirenti emerge che Vignali era definito il Papa di SWS l'azienda attraverso la quale migliaia di euro transitavano dal Comune alla 'cura dell'immagine' dell'ex sindaco

Una cura maniacale dell'immagine. Pagata dai cittadini. Tre milioni e mezzo di fondi pubblici furono spesi per far sì che Pietro Vignali si accaparrasse il maggior numero di consensi tra i parmigiani. Un sistema di potere  che sarebbe stato messo in opera da personaggi di spicco della politica cittadina. Secondo il procuratore Laguardia "il denaro pubblico confluiva su SWS attraverso la collaborazione di soggetti compiancenti con cariche dirigenziali nella pubbllica amministrazione''. "Con spregiudicatezza - afferma Laguardia - i soggetti hanno continuato ad operare commettendo gravi reati violando il patto di stabilità, le norme della contabilità pubblica, con accessi al credito indiscriminato convinti della propria impunità". Dalle intercettazioni ambientali emerge che Vignali fosse definito dai suoi stretti collaboratori come 'il Papa di SWS', mentre Villani pur non avendo alcuna carica ufficiale in Comune fungeva da 'sindaco ombra'.

TUTTI GLI INDAGATI. Sono venti, oltre ai quattro arrestati, gli indagati della Procura di Parma nell'ambito dell'inchiesta 'Public money'. Fra loro ci sono ex dirigenti del Comune e componenti dello staff dell'ex sindaco Pietro Vignali. ßß Oltre al presidente del Parma calcio Tommaso Ghirardi ed al re del Parmacotto Marco Rosi, ci sono Emanuele Moruzzi, Mauro Bertoli, Ernesto Balisciano, Carlo Iacovini, Alessandro Forni, Gian Vittorio Andreaus, Tommaso Mori, Norberto Mangiarotti, Alfonso Bove, Alberto Monguidi, Aldo Torchiaro, Lara Ampollini, Riccardo Ragni, Antonio Cenini, Danilo Cucchi, Tiziano Mauro e Emanuela Iacazzi, Mirko Dolfen.

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Corruzione, Public Money: arrestati Vignali, Villani, Costa e Buzzi
GLI ARRESTI. Arrestate quattro persone per corruzione e peculato: Pietro Vignali, ex sindaco del comune di Parma; Andrea Costa, ex presidente del CdA e consigliere delegato di STT Holding S.p.a e ALFA S.p.a.; Luigi Villani, vice presidente di Iren Mercato S.p.a., ex coordinatore provinciale PdL a Parma; l'imprenditore Angelo Buzzi, editore del quotidiano Polis, consigliere e presidente del CdA della società IREN Emilia S.p.a

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NOMINE AD HOC in Tep, Banca Monte, STT, Ente Fiere e in tutte le società partecipate. Il sistema di potere che sarebbe stato architettato per la ricerca del consenso elettorale pare si estendesse a diversi settori della vita pubblica della città con deferenze anche nell'individuare il nuovo prefetto, il questore e il commissario prefettizio. Una rete di 'amicizie' intrecciata con cura sino ad arrivare a Roma. Rapporti diretti con Gianni Letta e indiretti con Alfano e Ghedini. Poi l'amicizia con il premier nata grazie all'intervento dell'escort reggiana Nadia Macrì. A chiudere il cerchio le interrogazioni parlamentari di Berselli contro l'operato della Procura di Parma. 

Corruzione, Public Money: arrestati Vignali, Villani, Costa e BuzziIl Procuratore Gerardo Laguardia: "Vignali, Villani e Costa costituivano un gruppo di potere. Cosa pubblica utilizzata per interessi privati. Si è cercato di interferire nelle indagini con le interrogazione parlamentari studiate ad hoc".

SEQUESTRO BENI AGLI ARRESTATI. Sequestrati 3,5 milioni di euro in automobili, conti correnti e beni immobili. a Vignali 1 milione e 960 mila euro, Costa 1 milione e 300 mila euro, a Buzzi 63 mila euro, a Villani 93 mila euro. Attraverso le intercettazioni ambientali si è riusciti a risalire al fatto che era Enia che acquisendo fodi del Comune finanziava le campagna elttorale di Vignali e tutte le cose predisposte per la sua immagine e prestazioni inesistenti che venivano fatturate e passavano attraverso Sws. Vignali veniva chiamato il Papa. Balisciano ricorda a Mori che la società appartiene al 'Papa'

Leggi le altre notizie su: http://www.parmatoday.it/ o seguici su Facebook: http://www.facebook.com/ParmaToda"Tutto era studiato per interferire nelle indagini" dichiara Laguardia "lo si evince dalle intercettazioni telefoniche in cui si parla delle interrogazioni di Berselli: 'oggi scoppia la bomba', degli attacchi alla Dal Monte attraverso la pubblicazione di notizie sul quotidiano Libero, dell'incontro con Alfano finalizzato ad aprire un'ispezione presso la Procura di Parma".

ELEZIONI: La campagna elettorale del PDL cittadino pare sia stata sovvenzionata con 600mila euro da Enìa e dal Comune di Parma per la promozione delle attività dell'ex sindaco Vignali. Quattro milioni e mezzo in quattro anni di fatturazioni per prestazioni inesistenti. Con i soldi fittiziamente investiti nel verde pubblico si finanziavano i cartelli elettorali. Regazze istruite a dovere, e pagate da SWS, durante la promozione della raccolta differenziata porta a porta pare conducessero tra le famiglie sondaggi al fine di testare il tasso di gradimento del primo cittadino. "Nei colloqui - spiega Geremia - le giovani dovevano pronunciare il nome di Vignali tre volte e condurre la conversazione in base alla reazione dell'intervistato".

INCENERITORE: Il ricorso al Tar sarebbe servito a Vignali esclusivamente per affermare l'immagine politica di Vignali in vista delle elezioni. Con un apparente presa di posizione per contrastare il progetto l'ex sindaco avrebbe riscosso i consensi della cittadinanza schierata contro il termovalorizzatore facendo perdere voti al condidato PD Bernazzoli dichiaratamente a favore della costruzione dell'inceneritore di Ugozzolo. 

LA STAMPA: Polis quotidiano, i giornalisti della testata non rilasciano dichiarazioni. L'editore Buzzi, tra gli arrestati  sarebbe stato funzionale alla creazione di consenso a favore di Vignali. Inizialmente definito 'la spina nel fianco del PDL' la testata con la nomina dell'editore nel cda di IREN avrebbe cessato di criticare l'operato dell'ex primo cittadino.

DEHORS: Dalle intercettazioni telefoniche risulta che la normativa che regolava i dehors fu sollecitata direttamente da Rosi. Il proprietario dei locali di via Farini pare che avesse regalato all'ex sindaco un fine settimana di lusso a Forte dei Marmi.

IL VINO DI COSTA: Studio sull'isotopicità del vino a favore di un vinificio di Costa pagato direttamente di STT della quale lo stesso Costa fungeva da presidente del cda.

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