Berselli: "Nessun dossieraggio. La mia fonte? Vicina a Laguardia"

Filippo Berselli, Pdl, parla di anomalia di comportamenti della Procura. Reato per i giornalisti la pubblicazione di stralci dell'ordine di custodia cautelare: "Dai video pare che Laguardia abbia letto l'ordinanza in conferenza stampa"

"Nessun dossier contro Laguardia ma la segnalazione dell'anomalia dei comportamenti di questa Procura". Si esprime così Filippo Berselli, senatore Pdl, attraverso il supporto di un video perso da internet per evidenziare aspetti del comportamento del Procuratore Capo nel corso della conferenza stampa del 17 gennaio scorso, relativamente all'inchiesta Public Money. Avvalendosi delle immagini diffuse dalla stampa locale ma con ampia eco anche a livello nazionale, Berselli sottolinea l'impressione che Laguardia nel corso della conferenza stampa abbia letto stralci dell'ordinanza di custodia cautelare, ipotesi che potrebbe essere avvallata dai virgolettati di parte dell'ordinanza che sono stati pubblicati dai quotidiani locali ma anche dalla stampa nazionale. Un punto importante secondo Berselli perchè si tratterebbe di un reato imputabile ai giornalisti, trattandosi di documenti la cui pubblicazione integrale o parziale è considerabile reato prima della chiusura delle indagini. GUARDA IL VIDEO

REATO PER I GIORNALISTI LA PUBBLICAZIONE DI ORDINANZA - "Nelle mie otto interrogazioni ho segnalato anomalie riguardanti la Procura di Parma, non sono mai entrato in merito all'inchiesta. Dal video della conferenza stampa si capisce chiaramente che il procuratore Laguardia legge un documento che sembra un'ordinanza di custodia cautelare. Molti giornali hanno riportato i virgolettati di parti dell'ordinanza. Ho spiegato che anche un atto pubblico coperto dal segreto come un'ordinanza di custodia cautelare non potesse essere pubblicato in base all'articolo 114 c.p.p., pubblicata finirebbe per costituire reato visto l'articolo 684 c.p.. Questa mia interpretazione non è campata in aria ma la si ricava da una sentenza della Corte di Cassazione che affronta proprio uno specifico caso, affermando la responsabilità del giornalista qualora pubblichi tutto o parte del contenuto di un'ordinanza di custodia cautelare, così come è avvenuto in occasione della vicenda di Parma. Se il procuratore non ha letto l'ordinanza di custodia cautelare vuol dire che i giornalisti con una sfera di cristallo sono riusciti a immaginare in altro modo il contenuto dell'ordinanza stessa".

RISPOSTA ALLE ACCUSE DI INTERFERENZA CON LE INDAGINI - Berselli parla di un attacco politico risponde alle accuse di chi ha considerato le sue interrogazioni un modo per intralciare le indagini, sottolineando che le sue interrogazioni non hanno mai avuto l'intento di interferenza o di attacco personale: "In nessuna delle mie interrogazioni sono entrato in merito della linea difensiva dei vari indagati, ho sempre affrontato il tema dell'anomala gestione della Procura di Parma. Nell'ordinanza sono stati fatti nomi di politici, nella conferenza stampa sono stati nominati politici tirati in ballo in modo improprio, intanto si dice che non sono indagati. S tira in ballo Letta, si tira in ballo Ghedini, si tira in ballo Alfano e si tira in ballo me per aver presentato delle interrogazioni la cui risposta è però arrivata dalla Severino. Alfano non ha mai risposto a nessuna delle mie interrogazioni, ero presidente della Commissione Giustizia, dovevo avere secondo il procuratore Laguardia chissà quali canali preferenziali, ma quei canali erano così importanti che non sono riuscito neanche a ottenere una risposta da Alfano". E sulla presenza di una fonte in collegamento con Berselli, il senatore Pdl precisa che non si tratta dell'ex sindaco e neanche del consigliere regionale Pdl: "Dato che si parla di una regia in riferimento a quelle mie interrogazioni, ho confermato che le notizie non mi sono mai arrivate ne da Vignali ne da Villani. Vignali lo conosco appena, Villani è amico mio, allora non erano indagati su nulla. La mia fonte è lontana dal Popolo della Libertà, ed è molto vicina al procuratore Laguardia, molto più vicina di quanto immagina".

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