Famiglie, nostalgia del Quoziente Parma: "Strumento utile"

Dopo le ipotesi di riduzione delle rette scolastiche proposte ieri dalla Giunta arriva la replica del Comitato: "L'amministrazione continua ad ignorarci"

"Alla fine di una lunga riflessione che ha portato ad eliminare il Quoziente Parma perché poco equo, poco sostenibile, poco ligio alle Leggi nazionali, poco trasparente, iniziano a trapelare le prime proposte della Giunta che invece appaiono, per  ora, “poco” e basta". Si apre così il comunicato stampa firmato Comitato famiglie di Parma, arrivato come risposta alle proposte fatte ieri durante la commissione Asili svolta in Comune.

"Ci sarà tempo e modo per ragionare sulle proposte - si legge ne testo - anche perché, a detta dell’Amministrazione stessa, quelle ventilate sono semplicemente “mere ipotesi” da verificare con la copertura del Bilancio ed è risaputo che, con le “mere ipotesi”,  le famiglie non mangiano, né pagano le rette".

Anche il Comitato famiglie avanza delle ipotesi: "Vale la pena - si legge nel documento - introdurre alcuni punti di riflessioni da parte di chi, avendo a chè fare con i problemi concreti quotidiani delle famiglie può anticipare gli effetti reali di queste “mere ipotesi”.

1)      Ci sembra quanto meno “singolare” la scelta di attribuire gli sconti solo alle famiglie con più figli che accedano allo stesso servizio educativo. E’ evidente che non sia equo ( per una volta usiamo la parola equo nel senso letterale del termine) dare uno sconto a chi ha 2 figli alla materna (costo massimo complessivo 280 Euro) e non a chi ha un figlio alla materna ed uno al nido (costo massimo complessivo 680 Euro);

2)      Non ci sembra “equo” non prendere in considerazione le famiglie che hanno figli anche in livelli scolastici superiori come se mantenere un figlio comportasse solo le spese di accesso al servizio. Esempio: se ho 2 figli alla materna ho diritto allo sconto, se ho 1 figlio alla materna, 1 alle elementari ed 1 al nido no.

3)      Questo tipo di scontistica coinvolge solo una minima parte delle famiglie: il 7% massimo delle famiglie con figli alla materna, il 3% massimo di quelle con figli al nido. Ricordiamoci che il tanto vituperato Quoziente Parma interveniva su tutti, esclusi quelli con ISEE superiore ai 36.000. I potenziali fruitori dei nuovi sconti sono al massimo 264 da cui andranno esclusi quelli con ISEE superiore. Parliamo quindi di una agevolazione concessa a pochissimi.

4)      Queste scontistiche ripristinano l’antipatico e poco equo concetto di scaglione che sostituisce il concetto di curva: ad esempio a 15.000 di ISEE spetterebbe il 100% dello  sconto, a 15.001 (appena sopra) si scende al 75%. Con pochi Euro di reddito o di valore mobiliare si passerebbe da uno scaglione all’altro con evidenti differenze di trattamento tra situazioni estremamente similari.

Quindi, pur non essendo stati minimamente coinvolti nel lavoro di preparazione di queste “mere ipotesi”, continuiamo ad essere disponibili a portare ulteriori proposte concrete. Ci sentiamo da subito, di farne una che poi è sempre la stessa: invece di perdere tempo e denaro nell’architettare nuove modalità, riprendete in mano il Quoziente Parma, studiatelo bene, capitelo, muovete le tante leve che ci sono all’interno, cambiategli nome (visto che questo non vi piace)  e vedrete che vi troverete in mano uno strumento di lavoro molto utile per modulare sconti che non siano, come diceva qualcuno in Consiglio Comunale, stile Zara".

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