Riciclo rifiuti, Gcr: "Nei mercati non si differenziano plastica e legno"

L'associazione Gestione Corretta Rifiuti approva l'iniziativa dell'assessore Sassi di far recuperare dai fruttivendoli le cassette di plastica e legno, ma chiede chiarezza sul destino di questi materiali

mercato-ortofrutticolo-2-1Se come sostenevano Allodi e Ferrari di Enia, vedi il video che spopola su You Tube, "le cassette dei fruttivendoli vengono riciclate al 99,9%", non si capisce a cosa serva il nuovo progetto del Comune di Parma. Forse a recuperare quello 0,1% che sfuggiva ad Enia? No. La verità alla fine viene sempre a galla e le bugie hanno davvero le gambe corte. Poi le ammissioni di colpa non sono mai così evidenti come quando si fa finta di nulla ma si agisce per riparare la marachella, con qualche chiazza di rossore sul volto.

Così non possiamo che salutare con soddisfazione il nuovo impegno dell'amministrazione comunale, nella persona dell'assessore all'ambiente Cristina Sassi, che intende sottrarre materie nobili alla bocca dell'inceneritore, perché di questa iniziativa ci sentiamo un po' padri naturali. Certo non farà piacere a Iren, che sta cercando in tutti i modi di mettere i bastoni fra le ruote ad una corretta gestione dei rifiuti, visto che, a differenza del nostro figlio unico, il riciclaggio, Iren ha partorito due gemelli eterozigoti, riciclo e incenerimento, e da brava mamma non può affamarne uno favorendo il fratellino e quindi offre materia ad entrambi.

Così la battaglia per impossessarsi delle materie prime contenute nei materiali post utilizzo si fa sempre più difficile. Iren è in una scomoda posizione che da tempo andiamo segnalando come incompatibile. Non è possibile infatti gestire correttamente sia il riciclo che l'incenerimento e i due servizi andrebbero messi in concorrenza evitando così un monopolio che fa acqua da tutte le parti. Ma intanto che si parla di cassette dei fruttivendoli vogliamo porre un quesito all'assessore Sassi. E' al corrente di quello che sta succedendo ai mercati generali?

Se non lo è inviteremmo l'assessore ad una verifica approfondita dei fatti. Ci risulta infatti che sia stata abolita la raccolta differenziata e che tutti i materiali, tra cui abbondano proprio quelle cassette di plastica e legno coinvolte nella nuova iniziativa, vengano accatastati tutti insieme in un unico mucchio indifferenziato, e che prendano di conseguenza la via dell'incenerimento, con tanti saluti all'ambiente.

Infine vorremmo che fosse fatta chiarezza sul destino di questi materiali apparentemente portati a riciclo. Perché un conto è mettere i materiali nell'apposito contenitore, altro è verificare che tali conferimenti alla fine giungano all'effettivo riciclo e a dare nuova vita a queste materie. Risulta infatti dalla previsioni di intercettazione di Iren, riprodotte nei progetto del Pai, che la plastica verrà riciclata solo al 17%, e che l'83% di essa finirà comunque bruciata.

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