Cinque arresti per sfruttamento della prostituzione: case a disposizione anche a Parma

La polizia ha sgominato un'organizzazione che sfruttava le ragazze

Aveva a disposizione anche appartamenti a Parma l'organizzazione che si occupava, secondo le indagini della Squadra Mobile di Pescara, di gestire un vasto giro di prostituzione in diverse città in Italia. Cinque persone sono finite in carcere con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione. Quattro sono finite in carcere mentre una donna, H. G. R., colombiana di 37 anni, è stata ristretta agli arresti domiciliari e dovrà rispondere del reato di favoreggiamento e sfruttamento perché avrebbe reperito appartamenti a Genova poi affittati a prezzi fuori mercato alla prostituta di turno. Due invece le persone attualmente ricercate di cui una in Spagna, sono entrambe donne di nazionalità albanese e rumena.

L'indagine parte a novembre del 2017 quando viene segnalata l'attività di prostituzione in un appartamento vicino alla Questura dentro al quale si certifica come ci fosse davvero una ragazza albanese che si prostituiva. Viene avviata l'attività della Squadra Mobile, coordinata da Dante Cosentino, che verifica come la casa fosse stata affittata da due giovani di Pescara a ragazze straniere proprio per la prostituzione. Ogni ragazza pagava da 400 a 800 euro a settimana per usare l'appartamento. Il numero di telefono chiamato dai clienti era invece di un call center in Spagna e non delle singole ragazze. La donna di nazionalità albanese, ancora latitante, si fingeva la prostituta dei vari appartamenti nelle città italiane e organizzava gli incontri. Due uomini di Pescara di 28 e 26 anni svolgevano un ruolo di primo piano 

Un altro arrestato, F.B. milanese di 52 anni, è stato rintracciato a Milano e si occupava di riscuotere parte degli incassi del meretricio. In manette anche A. S., 29 anni di Lecce, gestore di una struttura ricettiva nel Salento dove sono state rintracciate alcune delle giovani sfruttate, il quale si occupava della pubblicazione degli annunci per conto delle ragazze. I due pescaresi gestivano appartamenti anche a Roma, Firenze e Milano oltre a diverse case, circa una decina, nel capoluogo adriatico, di cui alcune anche in nero come in strada della Bonifica. Le case scoperte in tutta Italia sono state in totale almeno una trentina dislocate in tutto il territorio nazionale. Nel corso dell'indagine sono state eseguite numerose intercettazioni telefoniche sulle utenze telefoniche delle 7 persone indagate. Ricercate invece due donne latitanti che gestivano le fila dall'organizzazione, colei che smistava i clienti dalla Spagna, e una di nazionalità rumena che era addetta al controllo e alla riscossione del denaro provento dell'attività di prostituzione per conto del milanese.

Gli arresti sono stati eseguiti a Milano, dove anche nel frattempo si erano spostati i due pescaresi, e a Lecce. The Luxury House con sede a Roma è la società che avevano messo in piedi i due pescaresi che in città avevano appartamenti affittati in città in via Monte Faito, via Puglie, via Cetteo Ciglia, via Sanzo, via Misticoni.


 

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