"Prelievi ingiustificati fino a 9 mila euro, fornitori non pagati": l'incubo dei condomini di via Meucci

La testimonianza a Parmatoday di Gianni Colosi, il primo inquilino che si è accorto delle anomalie nella gestione da parte dell'amministratrice denunciata per appropriazione indebita e autoriciclaggio

Gianni Colosi vive in via Meucci, all'interno di un condominio che, fino alla revoca dell’incarico da parte dei condomini avvenuta nel maggio 2016, è stato gestito dall'amministratice di condominio interdetta dall'esercizio della professione, la 46enne accusata dalla Procura di Parma - a seguito delle indagini delle Guardia di Finanza - di appropriazione indebita ed autoriciclaggio. 

Lei è stato il primo ad accorgersi delle anomalie nella gestione del conto corrente del suo condominio

"Le prime avvisaglie si sono palesate a dicembre 2014, allorchè non ci era ancora stato presentato il rendiconto dell'esercizio dal 1° luglio del 2013 al 30 giugno del 2014 del supercondominio del quale fa parte il nostro condominio. Alla richiesta di spiegazioni, l’’amministratrice- adduceva impedimenti di vario genere. A quel punto Io chiedevo anche di poter effettuare una verifica di cassa relativamente al condominio Meucci, del cui ero uno dei rappresentanti, richiesta alla quale veniva posto diniego. Si giungeva quindi all’assemblea del supercondominio del febbraio 2015. In questa occasione veniva presentato un rendiconto complessivo di circa 160 mila euro, comprensivo sia del supercondominio che dei singoli condomini che lo costituiscono. Abbiamo sempre avuto un rendiconto con delle spese molto più alte: negli anni precedenti avevamo, per le sole spese di riscaldamento, un rendiconto di circa 100 mila euro.  Con un rendiconto complessivo, per tutte le spese, di 160 mila euro, per me che faccio contabilità tutti i giorni, c'era qualcosa  di anomalo. Pertanto comunicavo che non avrei approvato il bilancio, tuttavia, stante la maggioranza dei condomini favorevoli, il rendiconto veniva approvato nonostante le anomalie riscontrate ed io a quel punto provvedevo a dimettermi da rappresentante del Meucci, soffrendo tantissimo per questo isolamento".

Dopo qualche mese è successo qualcosa che ha fatto suonare un campanello d'allarme a tutti gli inquilini...

"Si, ad ottobre del 2015, in pieno inverno, siamo rimasti per un giorno senza riscaldamento, o meglio senza l'energia elettrica che permette di azionare la caldaia. In più non si aprivano i cancelli; la gente non poteva nè uscire nè entrare. E' successo qualcosa di straordinario: gli inquilini hanno iniziato finalmente a rendersi conto che qualcosa non andava. Si apprendeva che Iren aveva abbassato la tensione perchè non erano state pagate delle bollette: la maggior parte dei condomini però - c’e sempre qualche ritardatario - aveva versato regolarmente i soldi per pagare l'energia elettrica". 

I fornitori non erano stati pagati, cosa avete fatto? 

"Nel marzo del 2016, arriviamo ad un'altra assemblea: nel corso dei mesi precedenti avevamo appurato che alcuni fornitori non erano stati pagati, per esempio la ditta che si occupava delle pulizie delle scale, la ditta che aveva sostituito la cabina dell’ascensore ed altri fornitori, ma noi inquilini avevamo già completato tutti i pagamenti. Alla fine di tutto abbiamo dovuto pagare di nuovo i fornitori, per esempio la ditta che si occupava delle pulizie, le cui fatture trimestrali erano di circa 2.500 euro. Il Meucci aveva sulle spalle circa 22 mila euro di fornitori non pagati. Nel marzo del 2016, siamo riusciti ad accedere, per la prima volta, ai conti corrente bancari: ci siamo accorti che c'erano stati dei prelievi in contanti ed altre movimentazioni in relazione ai quali l’amministratrice, seppur interpellata in merito, nel corso di un’assemblea dell’aprile successivo non forniva alcun riscontro.".  

Siete poi riusciti a revocare l'amministratrice, poi finita nelle indagini della Guardia di Finanza

"Si siamo riusciti a revocarla il 24 maggio del 2016 autoconvocandoci in assemblea,. Successivamente, nel giugno 2016, provvedevamo a depositare una querela: da marzo a tutto maggio è stato un periodo tormentato. Noi ci siamo dovuti autoconvocare in assemblea per nominare un nuovo amministratore, dopo aver revocato appunto la vecchia amministratrice. Sul conto corrente del condominio erano residuati circa 300 euro. Da quando il nuovo amministratore ha preso in carico il condominio ci siamo risollevati: abbiamo dovuto ripagare l'ascensore, più le spese delle pulizie".

Riuscirete a recuperare i vostri soldi?

"Non so se riusciremo a recuperare i soldi: per ora non abbiamo visto nulla!". 

"Per poter proseguire l'attività amministrativa - ci spiega l'avvocato Enrica Gianola Bazzini, la legale che assiste gli inquilini del condominio di via Meucci - avevamo bisogno della documentazione precedente, ma l'amministratrice, seppur sollecitata, non ha inteso fornirla, per tale motivo abbiamo dovuto procedere giudizialmente richiedendo che il Tribunale emettesse un provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c., che veniva concesso e che ingiungeva la consegna della documentazione, dopo varie tergiversazioni, siamo dovuti intervenire a mezzo dell’Ufficiale Giudiziario e siamo riusciti a recuperare solo una parte della documentazione".

"Abbiamo poi deciso di intraprendere una procedura esecutiva per recuperare le spese sostenute per il procedimento d’urgenza, intervenendo in un procedimento esecutivo già in essere. Dopo due anni e mezzo abbiamo appreso dai giornali - continua l'avvocato - dell'interdizione dall'attività di amministratore condominiale". 

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