Uomo in arresto cardiaco sulla parete rocciosa: medici e infermieri salvano la vita ad un 52enne

Dopo i soccorsi l’uomo è stato trasportato in Emodinamica per un intervento, perfettamente riuscito di angioplastica

L’elisoccorso dell’Ospedale di Parma si mostra ancora sulla piazzola di sosta.  Sembra quasi stia riprendendo fiato tra un volo e l’altro, dopo una mattinata particolarmente impegnativa, iniziata qualche ora prima.

Un soccorso difficile sulla parete rocciosa del monte Groppo, quello che ha visto protagonisti i professionisti dell’Ospedale di Parma. Prima quelli della Centrale operativa 118 diretti da Adriano Furlan, poi l’equipe della cardiologia interventistica di Luigi Vignali. Una corsa contro il tempo che si è conclusa  con un intervento, perfettamente riuscito in emodinamica.  Salvavita, come si dice in questi casi.

Parma, centrale operativa  118, attorno alle 8 arriva una chiamata, località Roccamurata, comune di Borgotaro. Una voce dall’altra parte avvisa che un uomo, un operaio di 52 anni, è accasciato a terra a causa di un forte malore, capitato sulla parete rocciosa a fianco dell’Autostrada della Cisa, dove insieme ad altri colleghi stava mettendo in sicurezza i tralicci dell’alta tensione. La zona è particolarmente impervia, si muove subito l’elisoccorso dal Maggiore e  in appoggio l’elicottero 118 da Pavullo, attrezzato con verricello per operazioni speciali.

Subito accorrono sul luogo anche l’ambulanza e l’automedica da Borgotaro, una squadra dei Vigili del Fuoco, i carabinieri  della stazione di Borgotaro e le squadre del Soccorso alpino.

I primi sanitari a prestare le cure, un medico e due infermieri dell’Ospedale Maggiore, capiscono subito che il malore è un infarto. L’uomo è in arresto  cardiaco  e iniziano subito le prime manovre di rianimazione: un massaggio cardiaco e una scarica con il defibrillatore. Poi l’elettrocardiogramma praticato sul ciglio della scarpata e la trasmissione via GSM dei tracciati direttamente nelle sale di Emodinamica dell’Ospedale di Parma.  Dopo le manovre e le cure sul posto l’uomo viene recuperato e arriva a Parma. Il passaggio diretto dalla piazzola dell’elisoccorso nei pressi dell’Ala sud alle sale di emodinamica  è l’ultimo atto di un percorso di cura che prevede che  i pazienti abbiano un accesso diretto alla sala di intervento, dove ad accoglierli c’è un equipe pronta alle cure del caso. Infine l’intervento di angioplastica coronarica, ossia la riapertura di un’arteria eseguita dal dottor Iacopo Tadonio.

Questo il prima e il dopo di una mattinata impegnativa per il personale medico e sanitario dell’azienda ospedaliero-universitaria di Parma in mezzo ci sono loro: Paola Ghirardi, Tino Marano e Gianni di Lalla, infermieri del 118,  e Laura Malchiodi, rianimatore della 1° anestesia del Maggiore.

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