'Guardare la mafia negli occhi'

Il giornalismo, la cittadinanza attiva come strumento per contrastare il fenomeno mafioso. Sabato 20 gennaio alle 18:30 un appuntamento all'insegna della lotta alle grandi organizzazioni criminali: Elia Minari presenta "Guardare la mafia negli occhi"(Rizzoli). Modera l'incontro il giornalista di Tv Parma Marco Balestrazzi.

SUL LIBRO:

Nel 2009, quando ancora frequenta il liceo, Elia Minari si accorge che le feste della sua scuola si tengono in una discoteca gestita da personaggi vicini a una cosca mafiosa: perché viene sempre scelto quel locale? E cos’hanno da spartire quei personaggi con la rassicurante provincia emiliana? Elia studia i documenti, inizia a fare delle domande scomode, insieme ad alcuni amici dà vita a un giornalino studentesco e a un’associazione, Cortocircuito. Poi realizza una serie di video-inchieste sulla presenza delle mafie al Nord e approfondisce casi sempre più importanti, fino agli appalti Tav e alla gestione dei rifiuti nella Pianura Padana. Elia denuncia e si scontra con un’omertà inattesa, accompagnata da accuse pubbliche («Danneggi il turismo, rovini le imprese del territorio») e minacce esplicite. Eppure non si ferma e le sue inchieste arrivano in tribunale, all’interno di cinque indagini della magistratura sulle infiltrazioni criminali al Nord.Guardare la mafia negli occhi restituisce il senso dell’impegno civico di Elia, che smaschera il vero volto della ’ndrangheta: dedita a crearsi un’immagine pulita anche tramite trasmissioni pilotate di tv locali e articoli di giornale, abile nell’utilizzo strategico dei social media, interessata agli eventi sportivi e popolari, capace di camuffarsi. Perché, come scrive nella prefazione il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, “la vera forza delle mafie è fuori dalle mafie”. Un libro coraggioso e avvincente, nel quale, ripercorrendo le sue indagini, Elia ci dimostra come nella lotta alla criminalità organizzata ognuno possa fare la propria parte.


SULL'AUTORE:

Elia Minari studia Giurisprudenza all’Università di Bologna. Dal 2009, quando frequentava il liceo, realizza inchieste e documentari sulla criminalità mafiosa nel Nord Italia. Nel 2014 il presidente del Senato Pietro Grasso gli ha conferito il “Premio Scomodo” in occasione del 20° Vertice Nazionale Antimafia. L’anno successivo l’Istituto dell’Enciclopedia Treccani lo ha scelto come uno dei “10 personaggi del 2015”. Nel 2016 il presidente della Federazione Nazionale della Stampa gli ha consegnato il premio “Articolo 21”. Ha inoltre ricevuto il premio “Iustitia” dall’Università della Calabria e il premio “Resistenza” dalle mani di Salvatore Borsellino. Ha partecipato come relatore a oltre 220 convegni e incontri pubblici, invitato da università e consigli comunali, sul tema della criminalità organizzata. Hanno parlato delle sue inchieste anche tv e giornali esteri. Il sito dell’associazione Cortocircuito, da lui coordinata, è www.cortocircuito.re.it

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