Bello Figo, Rainieri: "Non va fatto esibire perchè discrimina donne e studenti"

"Ho chiesto alla Giunta regionale di non fare finta di niente e di intervenire presso tutti quegli enti, circoli e associazioni con i quali ha rapporti per impedire che questo famigerato rapper  vi si esibisca"

“Nell’ultimo video di Bello Figo ci sono incitazioni razziste e discriminatorie nei confronti delle donne e degli studenti universitari che lavorano per pagarsi gli studi. Ho chiesto alla Giunta regionale di non fare finta di niente e di intervenire presso tutti quegli enti, circoli e associazioni con i quali ha rapporti per impedire che questo famigerato rapper  vi si esibisca”. È quanto ha dichiarato il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega, Fabio Rainieri, per illustrare la nuova interrogazione che ha presentato in Regione contro le esibizioni del rapper di origini ghanesi ma residente a Parma.

“Ad una precedente interrogazione del settembre 2017 che già evidenziava l’attività oltraggiosa e discriminatoria di questo personaggio, l’Assessore regionale alla cultura ed alla legalità, aveva risposto, facendo intendere che non sarebbe intervenuto contro la libertà di espressione ma che era comunque compito delle pubbliche amministrazioni  valutare gli artisti o i contenuti di singole opere nel caso in cui diffondano palesi incitazioni alla discriminazione, all’odio o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o relativi all’orientamento sessuale – ha quindi proseguito il Consigliere regionale leghista – Spero che questa volta invece intervenga perché nelle volgarità che proferisce tale soggetto si superano abbondantemente i limiti della libertà di espressione finendo per compiere quegli atti contrari al buon costume vietati anche dalla Costituzione. Ma nel caso dell’ultimo video non vi è solo maleducazione ma espressioni offensive in cui si allude alle ragazze bianche come ad oggetti sessuali e si beffeggiano i laureati che lavorano nei locali di ristorazione  e quindi quegli studenti che lavorano per pagarsi gli studi. L’amministrazione regionale ed anche la Presidente della commissione pari opportunità dell’Assemblea regionale, Roberta Mori, se tacessero ancora approverebbero quelle offese rivelando che il PD regionale di cui sono espressione è per le pari opportunità e contro le discriminazioni solo a parole e quando gli conviene”.  

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