chiusura della rems di casale di mezzani

Più che a novembre potrebbe chiudere entro fine 2020.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Arriva una notizia importante per la bassa est parmense. La Rems (Residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza) di Casale di Mezzani, finalmente dopo 4 anni, sta per essere chiusa. Da questa struttura negli ultimi anni sono state diverse le fughe o i tentativi di farlo. Tra le evasioni più eclatanti annoveriamo quella di Solomon Nyantakyi che fu recuperato alla stazione di Colorno, dopo aver perso il treno, oppure quella di un venticinquenne che era uscito dalla struttura senza autorizzazione e solo quando “si è stancato di stare in giro” ha avvisato l’Ausl chiedendo di essere riportato in struttura per “la cena”. Situazioni che hanno dell’incredibile e difficili da credere, che hanno messo a rischio l’incolumità di un intero territorio. La struttura “groviera” sembra che chiuderà i battenti entro novembre di quest’anno, dopo 4 anni di attività. Non è ancora ben chiaro dove saranno ricollocati gli ospiti della struttura e se la stessa chiuderà solo la parte legata alla detenzione dei pazienti, oppure continuerà a svolgere solo un servizio prettamente sanitario. Il trasferimento degli ospiti dovrebbe essere fatto utilizzando le strutture di Bologna a Reggio Emilia. Per capienza di posti a disposizione la struttura di Reggio dovrebbe essere operativa entro giugno del 2020, e quindi la struttura di Casale di Mezzani, dovrebbe completare il trasferimento di tutti i suoi ospiti entro la fine del 2020. A causa di lunghissime liste di soggetti che dovrebbero essere detenuti nelle Rems, molti sono attualmente in libertà vigilata in attesa di ricevere “alloggio”. Un sistema che avrebbe dovuto sostituire gli OO.PG prevedendo percorsi di responsabilizzazione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale. Cosa che riteniamo impossibile per assassini condannati all’ergastolo, che hanno avuto la capacità ad esempio, di uccidere a sangue freddo, sfruttando la propria forza fisica, una donna, dal fisico esile e dai modi gentili che mai avrebbe fatto male ad alcuno. Privandola della vita con una ferocia inaudita, afferrandola per la gola, buttandola a terra, e colpendola con un mortaretto da cucina in varie parti del corpo tra cui anche la testa. Per costoro non ci potrà mai essere reinserimento sociale, riabilitazione e cura!!! La situazione non è così semplice come si pensi e l’attesa sarà ancora piuttosto lunga, mettendo a rischio l’incolumità del territorio in caso di evasione di soggetti anche di alta pericolosità sociale. Ricordiamo che alla Rems di Mezzani è detenuto anche l’assassino di Filomena Cataldi, Gueling Fang, giudicato dai giudici stessi “soggetto altamente pericoloso”. Tempo addietro proprio la struttura di Casale, annunciò a seguito di una fuga, che sarebbero state alzate le recinzioni e che a seguito di questo intervento la struttura sarebbe diventata molto sicura. Sappiamo poi com’è andata a finire. Nell’attesa di questi trasferimenti e della chiusura o riconversione del servizio, chiediamo doverosamente un innalzamento dei livelli di sicurezza, ad oggi garantiti in loco solo da limitato personale sanitario, da cooperative, e da poca vigilanza. Che venga garantita la massima sicurezza nella struttura e che si accelleri rapidamente il processo che porrà al termine di questi 4 anni difficili per tutti. Il coordinamento del gruppo Amo - Colorno

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