In Consiglio una Mozione contro il Decreto Salvini a firma Effetto Parma, Pd, Roberti

Presentata oggi in commissione la mozione contro il Decreto Sicurezza, anche detto Decreto Salvini, a firma dei capigruppo di Effetto Parma, Cristian Salzano; del Partito Democratico, Lorenzo Lavagetto; e Roberta Roberti consigliera del gruppo misto

La legge del 4 ottobre, approvata dal Consiglio dei Ministri e votata al Senato, contiene disposizioni urgenti che abroga di fatto il rilascio di permessi di soggiorno e di protezione internazionale e i suoi effetti distorti sul territorio potrebbero portare molte criticità. Per questo motivo in Consiglio Comunale di Parma verrà votata su richiesta dei consiglieri firmatari la mozione che chiede al sindaco Federico Pizzarotti di inviare la stessa mozione al Governo, alla Presidenza della Repubblica, ai parlamentari del territorio, invitandoli a considerare gli esiti positivi dei percorsi avviati con lo SPRAR e ad analizzare con maggiore dettaglio l’impatto negativo del decreto.

“La mozione suggerisce modifiche al testo che possano migliorare il sistema di accoglienza dotando i Comuni di strumenti più efficaci per la gestione del sistema stesso. – dichiara il capogruppo Effetto Parma, Cristian Salzano – Nel Decreto Sicurezza non vengono tutelati ne quantomeno valorizzati i progetti di accoglienza risultati in questi anni efficaci, come gli SPRAR,  ma domina un atteggiamento repressivo e restrittivo. Crediamo che la fretta di rispondere ad una parte di elettorato abbia portato alla stesura di un testo "propagandistico" senza gli strumenti necessari per attuarlo. Mancano infatti ad oggi gli accordi per gli espatri con i Paesi interessati e mancano le strutture di accoglienza che dovrebbero ospitare gli ‘irregolari’. Temiamo quindi che Parma, come tutti i Comuni, dovrà  gestire nel prossimo futuro sempre più persone ‘irregolari’ sul territorio, senza fissa dimora e senza occupazione”.

“Il gruppo consiliare del PD ha contribuito e condiviso questa mozione che non è solo una critica politica, ma è anche una richiesta di attenzione concreta ai bisogni del territorio. – dichiara il capogruppo PD, Lorenzo Lavagetto - Sia di maggioranza che opposizione in Consiglio comunale, si uniscono andando oltre le differenze, per condividere la visione di una società aperta. Il Decreto Salvini infatti non risolve il problema legato all’immigrazione, ma anzi accentua i problemi esistenti. Ai comuni, che avranno meno mezzi per affrontare problemi complessi, non resta che segnalare al Governo i guai  che questa normativa, paradossalmente nata per risolverli, inevitabilmente crea”.

 “Con questo Decreto – continua la consigliera Roberta Roberti - si ammette la discriminazioni nei confronti di una determinata categoria di persone andando contro la Costituzione. Ma porterà problematiche anche di ordine pubblico. Questo provvedimento illude gli italiani promettendo maggiore sicurezza, quando al contrario impedirà di accedere a due strumenti (Sprar e anagrafe) in grado di consentire il controllo e l’integrazione dei migranti sul territorio. Qualcuno potrebbe giudicare questa mozione un atto puramente simbolico. E’ molto importante invece che i Consigli comunali di quante più città possibile prendano formalmente posizione contro questo provvedimento, specialmente in vista della discussione sul Global Compact, il trattato ONU, che il nostro Governo pare ora intenzionato a rigettare”.

La mozione presentata chiede al Governo quindi di istituire un tavolo di lavoro con ANCI, l’associazione nazionale che riunisce i sindaci d’Italia, al fine di valutare la modifica della normativa, tenuto conto  delle ricadute concrete sulle realtà locali, in termini economici, sociali e rispetto alla sicurezza dei territori. Si chiede di ampliare l’accoglienza SPRAR o istituire un nuovo sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, a controllo diretto delle Amministrazioni locali, in modo da garantire un utilizzo trasparente dei fondi e interventi di “accoglienza integrata” che superino la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento e inserimento lavorativo e socio-economico. La proposta, che si unisce ad altre decine di mozioni simili in tutta Italia, chiede la possibilità per tutti i Sindaci dei Comuni d’Italia, in quanto garanti dell’ordine e della sicurezza pubblica, di conoscere con certezza il numero dei richiedenti asilo effettivamente presenti sul territorio, attraverso l’iscrizione all’anagrafe che invece il Decreto Salvini vuole eliminare per i richiedenti asilo. Si richiede inoltre l’impegno da parte del Comune di Parma, a promuovere iniziative d’interesse sociale che abbiano l’obiettivo di sostenere la cultura dell’accoglienza e sensibilizzare i cittadini rispetto all’importanza dell’integrazione sociale, anche attraverso collaborazioni con altri Enti e Amministrazioni comunali.

DAL TESTO DELLA MOZIONE- I migranti sbarcati nel 2016 sono stati 144.574, nel 2017, 108.538 e nel 2018 (al 12 ottobre) 21.426. Si conferma così un trend in calo degli sbarchi e arrivi in Italia, che, dunque, non evidenzierebbe la necessità di misure straordinarie. Attraverso il Decreto Sicurezza si prevederà invece l’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, valevole per due anni e convertibile in lavoro. Si modificherà la rete SPRAR che lo scorso 14 agosto il Ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva definito “un ponte necessario all’inclusione”. Nel Decreto Salvini invece si sposta l’accoglienza verso i grandi centri (CARA, CAS), sovradimensionati e spesso relegati in luoghi isolati, sfavorendo quel processo di inclusione sociale che dovrebbe essere elemento portante di una strategia di integrazione che vada a vantaggio sia dei richiedenti asilo che delle comunità ospitanti. Vanificando così il lavoro di tutti quei Comuni italiani, come Parma, che grazie allo SPRAR hanno garantito un'equa distribuzione sostenibile su tutto il territorio. Il decreto estende inoltre il periodo massimo di trattenimento dello straniero nei centri di permanenza per rimpatrio da 90 a 180 giorni, aumentando così il sovraffollamento. Il Decreto inoltre estende la lista dei reati che comportano la revoca o il diniego della protezione internazionale e dello status di rifugiato e aggiunge tra gli altri anche il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, dimenticando che per la legge italiana sono validi tra gradi di processo prima della sentenza di colpevolezza definitiva. Questo aumenterà quindi i contenziosi giudiziari che la disposizione prevede.

Prevista dal Decreto Salvini, inoltre, l’impossibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe, ledendo loro un diritto, impedendo loro di accedere a servizi basilari come la sanità, creando oggettivamente un rischio per la salute pubblica; inoltre, l’esclusione dal registro impedisce l’accesso alla residenza e il rilascio della carta d’identità, esclude la possibilità di essere beneficiari di un contratto di lavoro, favorendo l’emersione di lavoro nero e dell’illegalità che genera problemi di pubblica sicurezza. I minori stranieri non accompagnati rischiano al compimento dei 18 anni di uscire dai percorsi di accoglienza e di finire in strada. Si eliminano gli sportelli comunali che forniscono attività informative, di supporto e di assistenza agli stranieri che intendano accedere ai programmi di rimpatrio volontario.

L'ANCI, Associazione Nazione Comuni Italiani, ha stimato in 280 milioni di euro i costi amministrativi conseguenza diretta del decreto sicurezza che ricadranno su Servizi Sociali e Sanitari territoriali e dei Comuni, per l'assistenza ai soggetti vulnerabili, oggi a carico del sistema nazionale.

Non ultimo per importanza, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 4 ottobre ha fatto un preciso richiamo: “Avverto l’obbligo di sottolineare che, in materia, restano fermi gli obblighi dell’art. 10 della Costituzione e gli impegni internazionali assunti dall’Italia”. Per la stessa ragione la VI commissione del Consiglio superiore della Magistratura ha espresso un parere di incostituzionalità per la parte che si occupa di migranti e richiedenti asilo. Il Decreto Salvini accrescerà così, inevitabilmente, la presenza di irregolari sul territorio.

Già da ora e ancora di più nei prossimi mesi un significativo numero di persone non potrà più essere accettato dallo SPRAR o nei Cas e di conseguenza dovrà arrangiarsi con soluzioni precarie, estemporanee, insicure, compreso il pernottamento all’addiaccio e il rimanere senza fissa dimora.

Per tutte queste ragioni i gruppi conlisiari di Effetto Parma, del PD Parma e la consigliera Roberta Roberti esprimono pubblicamente la loro contrarietà al Decreto Sicurezza, associandosi alle posizioni critiche dell’ANCI e richiamando l’inviolabilità dei diritti della persona. Un sentimento di paura e di pregiudizio nei confronti delle persone di origine straniera, infatti, non solo è  profondamente ingiusto, ma anche pericoloso per la crescita armonica della nostra comunità e delle nuove generazioni, ostacolo per la costruzione di un mondo in cui la diversità venga vissuta come ricchezza, nella pacifica e rispettosa convivenza. 
 

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