nota ufficiale del gruppo amo - colorno in risposta ad aipo

AMO - COLORNO si esprime sulle porte vinciane del canale Lorno.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Con la seguente comunicazione, il gruppo AMO - COLORNO intende replicare alla nota emessa da AIPO e pubblicata sul gruppo ufficiale del comune di Colorno, presente sul social network Facebook, il giorno 31 dicembre alle ore 19:50. In merito alle porte vinciane del Lorno sulle quali l’Ing. Roberto Colla, membro del coordinamento del gruppo per la parte rischi idrogeologici, aveva dimostrato perplessità sul corretto montaggio delle stesse, teniamo a precisare che è comprensibile che tutta l’acqua del Parma non possa essere deviata nel Lorno. L’acqua che dovrebbe passare è solamente la quantità in eccesso. Una minima parte di acqua al fine di evitare allagamenti del centro di Colorno, e della reggia. Già tempo fa l’ex assessore del comune di Colorno, Stefano Mori, aveva sottolineato in un articolo di stampa, la privazione della possibilità di regolare l’impianto in funzione di diversi scenari. A tal proposito torna doverosa la proposta dell’Ing. Colla, in merito all’installazione di paratie mobili regolabili e torna attuale la richiesta di commissionare uno studio atto a chiarire se il torrente Lorno possa essere realmente utilizzato come scolmatore della piena del Parma, nelle quantità minimi atte ad evitare allagamenti in paese. Ci preme ricordare che in passato anche il partito PSI aveva sottolineato l’importanza di valutare la possibilità di deviare una parte di acqua del torrente Parma. Premesso che il gruppo AMO - COLORNO, non ha mai voluto sminuire l’utilizzo e l’importanza dei presidi idraulici oggi in funzione, in merito all’argine del Và e vieni, lato ovest, che è stato rialzato, vogliamo ribadire l’importanza del concetto precedentemente elaborato dai nostri antenati, che diede importanza all’argine più basso per, in casi eccezionali, salvaguardare il paese, deviando l’acqua in eccesso verso l’esterno, in aree poco antropizzate. Perfetto esempio di sfioramento laterale in zone poco antropizzate tramite stramazzo in parete grossa tipo Belanger. In merito invece alla garanzia della gestione coordinata atta a diminuire drasticamente i rischi da esondazione che Aipo riporta nella sua comunicazione, pensiamo che sarebbe già dovuto essere così con il solo utilizzo della cassa di espansione del Parma, avendo la stessa, la possibilità di fermare un’ampia quantità di acqua, salvaguardando Colorno dalle alluvioni, come evinto dalle considerazioni fatte a suo tempo. Infine sulle esondazioni controllate, siamo pienamente convinti che vi sia la possibilità di riconoscere e “sfruttare” aree non o poco antropizzate, senza danneggiare agricoltori o sporadiche aree residenziali. Il tutto non in sostituzione della costosa cassa di espansione sul Baganza, o del bacino di Armorano, ma in supporto e come “tampone” in attesa dei tempi tecnici e burocratici per la costruzione del manufatto idraulico. Tempi che potrebbero prolungarsi fino a dieci anni. Siamo a chiedere quindi un incontro pubblico con i vertici di Aipo, al fine di aprire un serio dibattito in merito. Incontro pubblico incentrato sul tema atto a trovare soluzioni attuabili nell’immediato al fine di mettere in sicurezza il centro storico di Colorno e l’intero paese fin da subito, non potendo attendere tempi lunghissimi per una cassa di espansione che noi riteniamo insufficiente per il nodo idraulico di Colorno. Il gruppo AMO - COLORNO ------------------------------------------DI SEGUITO LA NOTA UFFICIALE DI AIPO A CUI AMO - COLORNO HA RISPOSTO. ------------------------------------------------------ ---------------------------------------------------- Ci è pervenuta dall’ufficio stampa di AIPO la seguente nota che rendiamo pubblica: Riguardo alle porte vinciane poste sul canale Lorno, alla confluenza con il torrente Parma, giova ribadire che esse sono montate correttamente. Esse servono proprio ad evitare che la piena del Parma, dieci volte maggiore rispetto a quella del Lorno (500 mc/s – 40 mc/s al secondo) rigurgiti nel Lorno provocando l'allagamento delle aree limitrofe, come già accaduto nel corso della piena del 2000. Va infatti ricordato che il sistema difensivo del Lorno e le sue sezioni trasversali sono dimensionate per le portate del canale e non per quelle del torrente Parma e questo non consente il suo utilizzo come “canale scolmatore” del Parma. Il progetto della cassa di espansione del torrente Baganza è frutto, come noto, di un lungo e trasparente iter tecnico-amministrativo (i cui documenti sono disponibili al linkhttps://www.agenziapo.it/documentazione/115) che ha visto all’opera, insieme, le istituzioni nazionali, regionali e locali, i tecnici degli enti pubblici coinvolti, i progettisti. Il progetto, condotto da AIPo, ha richiesto l’apporto di alte e diversificare professionalità e ha ricevuto l’approvazione del Governo, dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, della Direzione Generale Dighe, del Ministero delle Infrastrutture, della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Parma. E’ stato sottoposto a una rigorosa procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Come tutte le opere idrauliche, anche questa non può essere di dimensioni “infinite”, ma viene tarata sulla base di un determinato scenario di riferimento, con l’obiettivo di garantire la più alta sicurezza possibile in modo compatibile con il contesto territoriale e i finanziamenti disponibili.Questo non significa assolutamente che la cassa del Baganza si possa definire insufficiente in modo generico. Il volume della cassa è stato dimensionato per laminare una piena duecentennale e la scelta tipologica effettuata ha il vantaggio di poterne garantire una gestione coordinata con la cassa di espansione del Parma, di cui il Baganza è affluente, riuscendo così a diminuire drasticamente i rischi di esondazione a Parma e a Colorno. Riguardo alle arginature della cassa, esse sono progettate e saranno realizzate in modo da garantire la massima sicurezza possibile in termini di tenuta e saranno soggette a verifiche puntuali – così come tutti gli altri impianti della cassa - con estrema accuratezza, così come sarà garantita una regolare e puntuale manutenzione. Si ribadisce che l’intera opera, arginature comprese, è sottoposta all’approvazione e ai controlli della Direzione Generale Dighe del Ministero delle Infrastrutture. Il concetto di “tracimazione controllata”, di cui si sta parlando in questi ultimi tempi, rappresenta un' interessante prospettiva di lavoro che non si pone in alternativa alle opere necessarie già realizzate o in corso di realizzazione, ma semmai le integra a favore di un ulteriore incremento del livello di sicurezza. Tale tema va però approcciato avendo ben presente le varie problematiche collegate (ad esempio il fatto di alluvionare aree agricole e proprietà private). Sono in corso studi e approfondimenti, in collaborazione tra AdbPo e AIPo - soprattutto, per ora, con riferimento all'asta principale del Po. Ci auguriamo che questo argomento, rilevante ma complesso, non venga utilizzato in modo semplicistico e strumentale per mettere in dubbio l’indispensabilità delle opere esistenti e programmate. Per concludere, gli enti pubblici competenti in materia di sicurezza idraulica e gestione dei reticoli idrografici, siano essi Regione, AIPo, Consorzi di Bonifica e Comuni, sono stati sempre disponibili al dialogo e al confronto con tutti, anche in sede pubblica, come facilmente riscontrabile. AIPo - Agenzia Interregionale per il fiume Po

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